- sia facilmente e rapidamente misurabile
- mostri valori affidabili nel senso di una buona ripetitività, di una indipendenza dalle varie fasi del decorso della febbre (salita, plateau e defervescenza) e di una accettabile correlazione con il core
- sia alla portata del medico come del genitore.
Le possibili sedi di misurazione sono:
- Ascella
- Canale auricolare
- Cavo orale
- Fronte
- Inguine
- Retto
Linguine, specie nei lattanti e nei bambini piccoli che portano ancora il pannolino, è troppo soggetto alla influenza di fattori esterni (feci, urine, arrossamenti, surriscaldamento ...) per poter essere utilizzato.
La cavità orale, sebbene molto usata nei paesi anglosassoni, soprattutto nei bambini grandi, è praticamente ignorata in Italia (pericolo però di morsi al termometro).
La fronte viene utilizzata appoggiandovi delle strisce sensibili al calore, che però hanno dimostrato una insufficiente accuratezza nel rilevare la febbre e quindi non possono essere utilizzate neppure come test di screening (7 - 8).
Della misurazione auricolare parleremo poi a proposito degli strumenti.
La discussione fondamentalmente verte fra misurazione rettale ed ascellare!
Esiste ormai accordo sul fatto che la temperatura rettale sia più vicina e meglio correli con quella del core (9 - 10) ed in molti studi essa viene presa come punto di riferimento per valutare altre sedi. Gli oppositori di questa metodica motivano la loro scelta con la scomodità per il paziente e soprattutto con la possibilità di lesioni del retto (11); in realtà, se si usa una corretta tecnica (bambino prono, lubrificazione del bulbo del termometro, inserimento per soli 2 - 2,5 cm, bloccaggio non del termometro ma dei glutei strinti intorno ad esso), il rischio di perforazione è estremamente basso: inferiore ad un caso su due milioni (12).
Alcuni studi hanno dimostrato la mancata utilità della temperatura ascellare nei bambini piccoli (12 - 13 - 14 - 15).
Utilizzando il convenzionale termometro a mercurio in vetro posto sotto lascella per 8 minuti, Kresch (13) ha rilevato una sensibilità per la febbre di solo il 33%, la specificità era del 97%; il valore predittivo positivo (presenza di febbre per temperatura ascellare elevata) era del 78%. In uno studio di Ogren (15) la sensibilità era del 46%, la specificità del 99%, il valore predittivo positivo del 99% ed il valore predittivo negativo del 72% (cioè solo 72 su 100 bambini con temperatura ascellare normale erano veramente afebbrili). Questi valori sono clamorosamente vicini a quelli ottenuti da un gruppo di madri tramite la semplice palpazione del loro bambino (16): sensibilità 73,9%, specificità 85,6%, valore predittivo positivo 52,3% e negativo 93,9%).
La differenza fra i valori ascellari e quelli rettali nello stesso paziente viene descritta variabilmente: nei bambini più grandi è circa 0,5 °C (17), nei neonati può essere anche maggiore, fino a 1-1,2° C (18). Vi è inoltre da notare che lo scarto di valori fra queste due sedi è variabile nelle diverse fasi della febbre (19): in particolare la temperatura ascellare può essere più bassa od addirittura normale nella fase di salita della febbre, quando la rettale è già significativamente elevata. Questo è probabilmente dovuto al meccanismo di salita della febbre stessa: la forte vasocostrizione periferica determina una caduta della temperatura cutanea verso i valori di quella ambientale, mentre la temperatura del core si alza.
In conclusione, certamente una misurazione accurata della temperatura corporea non è il solo parametro sul quale basarsi per valutare limportanza di una malattia anzi, come vedremo, losservazione delle condizioni cliniche è fondamentale; se però riteniamo che la presenza e lentità della febbre possa darci delle informazioni, dobbiamo fare riferimento a valori affidabili: in accordo con Kelley (20) possiamo affermare che se è importante conoscere la temperatura di un bambino, bisogna usare la misurazione rettale, almeno nei soggetti in età prescolare.
Quale termometro usare? Le strisce reattive da porre sulla fronte, abbiamo visto, non sono affidabili, neppure come metodica di screening. Il classico termometro a mercurio è sicuramente preciso, affidabile, non necessita di tarature, di più facile lettura ed è probabilmente presente in tutte le case. Necessita però di molti minuti (anche 8 sotto lascella!) per ottenere un valore stabile. I termometri elettronici sono rapidi, di facile lettura, ma possono andare fuori taratura; inoltre hanno un costo più elevato. I termometri prismatici sono più piccoli, economici, un po più difficili da leggere, ma sicuramente salgono in tempi nettamente inferiori: 1-2 minuti nel retto, 3-4 minuti sotto lascella. È a nostro parere consigliabile usare quelli con il bulbo arrotondato (a pallina) per la misurazione rettale e quelli con il bulbo allungato per quella ascellare. Nella pratica ospedaliera (e recentemente, con la comparsa di apparecchi a costi accettabili, anche in quella familiare ed ambulatoriale) si sta diffondendo la misurazione nel canale auricolare tramite apposite sonde. I termometri auricolari a raggi infrarossi determinano la temperatura corporea misurando la radiazione infrarossa emessa dalla membrana timpanica e dal condotto uditivo; questultima sembra essere ben correlata con quella del core ed è dimostrata una buona relazione con quella rettale (21) e con quella misurata con catetere vescicale (22). La presenza di otite media non sembra influenzarla (23), mentre un tappo di cerume la diminuisce significativamente (24). Naturalmente il termometro auricolare non si può usare in presenza di una otite esterna (dolore e fastidio allintroduzione del beccuccio), oppure di sangue o qualsiasi secrezione nellorecchio. La misurazione auricolare sembra meno affidabile nei bambini sotto i 3 anni (25). Questo tipo di termometri sono quindi estremamente rapidi ma costosi per la pratica domiciliare, necessitano di una corretta tecnica di misurazione e di alcune accortezze; il possesso di tali apparecchi può essere tuttavia utile in ambulatorio ed in ospedale.
Quali sono i livelli di temperatura oltre i quali si parla di febbre.
Naturalmente i livelli di temperatura corporea variano sia in relazione alla sede che alla metodica di misurazione. La temperatura del core oscilla fra 36 e 37,9° C. Una sintesi dei valori considerati normali in letteratura è esposta in tabella 1.
Per semplicità, soprattutto parlando ai genitori, è accettabile definire febbre una temperatura ascellare superiore a 37° C, oppure una rettale superiore a 38° C.
Tabella 1: temperature normali in differenti sedi del corpo.
| sede di misurazione |
tipo di termometro |
range normale |
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bocca 26-27
|
a mercurio, elettronico
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35,5 - 37,5 ° C
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ascella 13-15
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a mercurio, elettronico
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34,7 - 37,3 ° C
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retto 2627-28
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a mercurio, elettronico
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36,6 - 38 ° C
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orecchio 29
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ad emissione infrarossa
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sotto 11 anni fino a 37,9 ° C
sopra 11 anni fino a 37,6 ° C
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Quando trattare la febbre.
Sono ormai noti alcuni concetti: la febbre è un sintomo e non una malattia, rappresenta un meccanismo di difesa dellorganismo, in presenza di febbre cè una maggiore sopravvivenza ad alcune gravi infezioni (30), labbassamento della temperatura può provocare un prolungamento di certe malattie virali (31 - 32) e luso degli antipiretici può prolungare il decorso della varicella (33).
Quindi il messaggio che dobbiamo mandare ai genitori è che non è necessario trattare tutte le febbri, specie se non particolarmente elevate, che si deve valutare soprattutto le condizioni del piccolo paziente (se è sofferente, infastidito etc...), che soprattutto devono essere messe in atto una serie di misure di supporto atte ad alleviare il malessere del bambino:
- offrirgli acqua, camomilla, tè zuccherati, a piccoli sorsi a volontà
- non forzarlo a mangiare, ma lasciarlo assumere piccoli pasti proponendo solo alimenti facili da digerire
- non coprirlo troppo ma solo quanto egli desidera: cercherà le coperte alla salita della febbre, tenderà a rifiutarle quando la febbre scende; anzi dopo la somministrazione di un eventuale antipiretico il vestiario deve essere alleggerito, per favorire la termodispersione.
La febbre deve essere abbassata:
- Se è molto alta (oltre 39° C ?!)
- Se è causa di fastidio per il bambino
- In soggetti con convulsioni febbrili
- In particolari condizioni:
immunodepressione (AIDS, trattamenti cortisonici od immunodepressivi)
danni neurologici (malattie o danni del SNC)
rischio di sepsi o di shock settico
limitate riserve cardio - polmonari (asma grave, cardiopatie congenite, fibrosi cistica)
alterazioni idro - elettrolitiche e metaboliche (disidratazione, diabete ...)
Infatti nei soggetti immunodepressi le citochine, che in condizioni normali potenziano limmunità, possono indurre lesioni allorganismo (2). Nei soggetti con limitate riserve cardio-respiratorie le aumentate richieste metaboliche dovute alla temperatura più elevata possono favorire la comparsa di uno scompenso: ogni grado di febbre determina un aumento del consumo di ossigeno basale della cellula di circa il 13%.
Con quali metodi trattare lelevazione della temperatura corporea.
Esistono due strade per abbassare la temperatura del corpo:
1. usare dei farmaci antipiretici
2. mettere in atto misure fisiche in grado di raffreddare la superficie cutanea
I farmaci antipiretici agiscono generalmente inibendo lazione dellinterleuchina 1 e quindi settando ad un livello più basso il termostato ipotalamico, la cui disregolazione è la causa dellelevazione della temperatura corporea. I mezzi fisici invece favoriscono il passaggio per convezione (o per evaporazione dellacqua) del calore dalla superficie cutanea allambiente. Non sono in grado di abbassare la febbre, se non temporaneamente, poiché il termostato ipotalamico, regolato dai pirogeni ad un livello più alto, riporta rapidamente la temperatura corporea in alto. Quindi non devono essere usati da soli per trattare la febbre, ma solo dopo aver somministrato lantipiretico e come coadiuvanti dellazione dello stesso (34).
Luso di mezzi fisici è invece essenziale nel colpo di calore, nel quale non vi è una alterazione del termostato ipotalamico ma solo una incapacità dellorganismo a smaltire una quantità eccessiva di calore accumulata. In questultimo caso infatti gli antipiretici non sono efficaci, in quanto non in grado di abbassare la regolazione del termostato a temperature al di sotto della normalità.
I farmaci antipiretici
In Italia sono essenzialmente due le molecole usate: il paracetamolo e lacido acetil-salicilico.
Vari sono i motivi che fanno attualmente preferire il primo: i maggiori effetti indesiderati, soprattutto gastrointestinali (35) e sulla aggregabilità piastrinica (36) dellASA, la possibilità che questultimo induca in soggetti asmatici un broncospasmo (37), la correlazione fra luso dellASA in alcune malattie virali (influenza e varicella) e linsorgenza della S. di Reye (38).
Inoltre il paracetamolo, avendo una escrezione renale meno dose-dipendente dellASA, più difficilmente da luogo ad un accumulo in presenza di un modesto sovradosaggio. Va daltro canto detto che le conseguenze di un iperdosaggio acuto e massivo da paracetamolo sono altresì molto pericolose e potenzialmente letali: necrosi epatocellulare acuta e massiva con insufficienza epatica (39). Esso viene assorbito rapidamente e quasi completamente attraverso il tratto gastrointestinale; la concentrazione massima nel plasma si raggiunge in 30-60 minuti ed il tempo di dimezzamento è 2 ore. Il farmaco viene coniugato a livello epatico, principalmente con lacido glicuronico e viene escreto dai reni. I bambini hanno una capacità di glicurono-coniugazione inferiore rispetto agli adulti; in epoca neonatale vi è un prolungamento dellemivita del paracetamolo (dal 5 al 75%) (34), per cui in questa fascia di età deve essere posta maggiore attenzione ad un corretto dosaggio e devono essere aumentati gli intervalli fra le dosi (40).
La dose letale di paracetamolo è 200 mg/Kg (34), per cui si consiglia di non superare i 90 mg/Kg/die, ovvero 15 Mg/Kg/dose ogni 4 ore (40); la dose standard è 10-15/mg/Kg/dose ogni 6 ore. A queste dosi il farmaco non mostra praticamente effetti collaterali.
Sebbene luso combinato di ASA e di paracetamolo mostri un effetto antipiretico più prolungato (41), si sconsiglia questa associazione per il possibile sommarsi degli effetti collaterali dei due farmaci; così come non si devono alternare una dose ridotta delluno e dellaltro ad intervalli di 2 ore perché se il genitore termina il paracetamolo può sostituirlo con lASA e quindi provocare una intossicazione da salicilati (nausea, vomito, irritabilità, iperpnea ed ipertermia) (42).
La più frequente causa di fallimento della terapia antipiretica è luso di un dosaggio non adeguato oppure di una via di somministrazione non corretta.
Anche altre molecole vengono proposte attualmente come antifebbrili: per quanto riguarda luso dei FANS in questo campo rimandiamo alla relazione precedente e ad un recente articolo dello stesso Marchetti su Medico & Bambino (43).
I mezzi fisici.
Le spugnature per 30 minuti con acqua tiepida (29 - 32° C) sono un utile coadiuvante della terapia antipiretica. Sono invece da sconsigliare le applicazioni di ghiaccio od acqua fredda in quanto, oltre ad essere fastidiose per il bambino, provocano i brividi e quindi determinano una ulteriore salita della febbre (1). Anche luso di frizioni di acqua ed alcool è da evitare in quanto linalazione dellalcool (che evapora) può provocare ipoglicemia, convulsioni e coma (44).
Una alternativa alle spugnature è limmersione per 1-2 minuti dellintero corpo in acqua a circa 30 gradi.
Quale forma farmaceutica usare per gli antipiretici.
Sicuramente la via orale rappresenta la prima scelta sia per lASA che per il paracetamolo. Nonostante la scarsità di informazioni riguardanti la biodisponibilità e la conseguente risposta clinica vi è un largo uso delle preparazioni in supposte. Esistono prove che sia la quantità assorbita che la velocità di assorbimento dopo somministrazione rettale siano (almeno per laspirina) imprevedibili; in particolare è da rimarcare linfluenza del tempo intercorso dallultima defecazione: tempi di ritenzione delle feci maggiori di 5-6 ore determinano una riduzione del 40% dellassorbimento (45).
Dati analoghi sul migliore effetto della somministrazione orale rispetto alle supposte esistono anche per il paracetamolo (46).
Pertanto sarebbe opportuno consigliare ai genitori di usare, sin da quando i loro figli sono lattanti, le preparazioni orali e di riservare luso delle supposte a quelle situazioni in cui il vomito impedisce la somministrazione dei preparati orali.
Bisognerebbe inoltre scoraggiare i genitori a cambiare continuamente formulazione (gocce, sciroppo, compresse) o prodotto commerciale poiché la differenza di concentrazione dei principi attivi può ingenerare confusione.
I segni di allarme.
La misurazione della temperatura corporea è solamente un tassello del puzzle che ci permette di valutare la reale importanza di quella malattia in un bambino; il giudizio della gravità di una malattia dipende essenzialmente dalla valutazione dellinterazione bambino-ambiente; il pediatra deve osservare il comportamento spontaneo, la risposta a stimoli vari e collegare questi dati ad alcuni parametri clinici che rileverà. A scopo esemplificativo riportiamo (tabella 2) una Scala di Valutazione della Malattia Acuta (47), dalla quale riteniamo si possano trarre utili elementi di lavoro.
La necessità di una visita.
I pediatri dovrebbero, oltre ad insegnare a misurare correttamente la febbre, fornire ai genitori delle precise informazioni su quei parametri comportamentali del bambino che essi devono osservare (ed eventualmente riferire al medico) per cogliere quelle, invero rare, situazioni in cui vi è una reale urgenza.
A scopo esemplificativo riportiamo le raccomandazioni che sono state insegnate alle madri durante la nostra esperienza di educazione sanitaria sulla febbre nelle scuole materne e negli asili nido.
Quando consultare rapidamente il pediatra?
Quando ci sono segnali di ALLARME:
- scarsa risposta agli stimoli (indifferenza per cose e persone care)
- pianto debole ed ininterrotto (non forte e valido)
- eccessiva sonnolenza (non si sveglia prontamente se stimolato)
- temperatura superiore a 40°
- mancato effetto dell'antifebbrile sui segni sopra elencati
- vomito incoercibile e biliare
- diarrea profusa
- respiro molto frequente e difficoltoso
- macchie rosso-blu sulla pelle
Il Pediatra inoltre va SEMPRE interpellato
Quando il bambino con febbre è affetto da CARDIOPATIA, DIABETE, INSUFFICIENZA RENALE, ASMA GRAVE.
Se il bambino ha MENO DI SEI MESI E PRESENTA TEMPERATURA SUPERIORE a 38,5°, perché nel piccolo i segni di allarme possono mancare anche in malattie gravi.
Quando la temperature febbrile persiste oltre le 48 ore, anche in assenza di segni di allarme.
Tabella 2: Scala di osservazione delle malattie acute - da McCarthy, modificata.
VARIABILE DA
OSSERVARE |
1
NORMALE |
3
ALTERAZIONE DI GRADO MEDIO |
5
ALTERAZIONE GRAVE |
| Tipo di pianto |
Forte, con tono normale o contento senza pianto |
Piagnucolio o singhiozzo |
Pianto debole o gemiti o pianto ad alta tonalità |
| Reazione alla stimolazione dei genitori |
Piange un poco e poi smette oppure è contento e non piange |
Piange ad intervalli |
Piange continuamente o risponde poco |
| Variazioni dello stato di coscienza |
Resta sveglio o, se addormentato, si sveglia subito se stimolato |
Occhi chiusi, brevemente sveglio oppure si sveglia dopo stimolazione prolungata |
Si addormenta o non si sveglia |
| Colorito |
Roseo |
Estremità pallide o cianotiche |
Pallido o cianotico o chiazzato o grigiastro |
| Stato di idratazione |
Cute ed occhi normali, mucose umide |
Cute ed occhi normali, bocca lievemente secca |
Cute pastosa o sollevabile a pliche, mucose secche e/o occhi incavati |
Risposta all'approccio
(bambino di età 2 mesi) |
Ride o è vivace |
Ride poco o è poco vivace |
Non ride, facies ansiosa, assonnata, priva di espressione, assenza di vivacità |
Il miglior punteggio possibile è 6, il peggiore 30; circa 2/3 dei bambini con episodio febbrile acuto hanno un punteggio inferiore od uguale a 10 e meno del 3% sono gravemente ammalati; coloro che appaiono gravemente ammalati (punteggio maggiore o uguale a 16) hanno una elevata probabilità di malattia grave (92%); per punteggi intermedi tale probabilità è del 26% (48).
Abbiamo però cercato anche di chiarire come e cosa è importante dire al pediatra:
- Chiamare preferibilmente nelle ore dedicate ai colloqui telefonici
- Se trovate la segreteria telefonica utilizzatela (soprattutto se la richiesta vi sembra urgente)
- Fatevi riconoscere (dicendo nome e cognome del bambino, indirizzo e numero telefonico)
- Dire sempre: