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Unalterata colorazione delle urine è un problema non eccezionale in pediatria: tralasciando il colore verde o blu delle urine che contengono alcuni metaboliti endogeni (blue diaper syndrome) o chimici (indometacina, trimterene, blu di metilene), che rappresentano evenienze molto rare, lalterazione cromatica più frequente comprende una gamma di colorazioni che va dal giallo-bruno al rosso-bruno al bruno-nero. Tutte queste colorazioni anomale possono esprimere la presenza di sangue, in quanto il colore delle urine varia a seconda della quantità di sangue presente, dello stato dellemoglobina, di altre alterazioni urinarie. Pertanto il dato anamnestico di una colorazione rossa o scura o particolarmente carica delle urine non deve mai essere trascurato.
Nella valutazione iniziale una prima analisi deve riguardare i seguenti punti :
- possibilità di reazioni falsamente positive allo stick per la presenza di agenti ossidanti (es: ipoclorito di sodio);
- eventuale assunzione di farmaci o di alimenti che colorano le urine;
- se le urine sono emesse già colorate o variano di colore con lesposizione allaria (nella metaemoglobinemia le urine assumono un colore marrone scuro se lasciate esposte allaria ; nellavvelenamento da naftalina le urine assumono un colore bruno-nerastro se lasciate esposte allaria; nella porfiria eritropoietica congenita le urine assumono una colorazione rossastra se lasciate esposte allaria);
- importante è anche la torbidità delle urine emesse : urine rosse, ma limpide (laccate), sono tipiche dellemoglobinuria ; urine torbide sono invece tipiche delle ematurie.
Il termine ematuria definisce la presenza di globuli rossi nelle urine ; è pertanto esclusa da questa definizione lemoglobinuria. E comunemente accettata la distinzione in micro e macroematuria a seconda che il sangue presente modifichi o meno la colorazione delle urine, tuttavia occorre precisare che tutte le patologie renali in grado di provocare macroematuria possono determinare microematuria, anzi sono spesso le due facce di uno stesso problema (questa considerazione è importante nel ragionamento clinico e nella diagnosi differenziale).
Il riconoscimento dellematuria si basa sullesame chimico-fisico delle urine e del sedimento. Lesame chimico-fisico si basa sulla debole attività di tipo perossidasico posseduta dal pigmento ematico, ossia la capacità di questultima di liberare dai perossidi ossigeno atomico. Lurina viene cioè posta a contatto con un cromogeno come la benzidina o, più recentemente la ortotoluidina, che, ossidandosi, assume un particolare colore.
Tale metodica, pur essendo molto affidabile, può tuttavia dare luogo a falsi positivi e falsi negativi. In particolare falsi positivi si possono avere quando nelle urine sono presenti abbondanti leucociti e batteri, oppure mioglobina che hanno attività perossidasica o sostanze come lipoclorito che hanno intrinsecamente proprietà ossidanti. Falsi negativi invece possono risultare dalla presenza nelle urine in esame di acido ascorbico, che è un riducente oppure di proteinuria importante, forse per una copertura fisica del cromogeno ad opera delle proteine. Anche losmolarità urinaria elevata può determinare dei falsi negativi.
Lesame del sedimento urinario è fondamentale per lidentificazione dei globuli rossi e quindi differenziare unemoglobinuria o mioglobinuria, ma anche per mettere in evidenza eventuali altri elementi che possono aiutare nellimpostazione diagnostica (es: cilindri).
Dopo la dimostrazione della presenza di globuli rossi nelle urine occorre porsi la domanda se il sangue proviene dallapparato urinario (rene e vie urinarie) oppure da altre sedi come le vie genitali (tipico il sangue mestruale nelle femmine) oppure lapparato intestinale (rettorragia) o la cute circostante per ferite. Letà del soggetto, lispezione e losservazione della minzione permetterà di evitare errori grossolani di impostazione diagnostica.
Accertata lorigine urinaria dellematuria, lesame dei globuli rossi del sedimento con il microscopio a contrasto di fase permette spesso di riconoscere lorigine glomerulare o non glomerulare dellematuria. Tale indagine deve essere eseguita su urine fresche, perché la persistenza dei globuli rossi in un ambiente ipertonico comporta la loro modificazione. Pur essendo un criterio diagnostico molto efficace per indirizzare e razionalizzare liter diagnostico evitando indagini inutili, esistono dei limiti alla validità di tale metodo di indagine: dopo un singolo episodio la macroematuria può scomparire e leventuale microematuria residua può essere quantitativamente insufficiente per una corretta definizione dellorigine ; esistono eccezioni (es: la macroematuria da ipercalciuria in molti casi è una ematuria glomerulare; la macroematuria della nefropatia da IgA può avere laspetto dellematuria non glomerulare) ; non sempre il risultato è univoco se si esaminano più campioni.
Pertanto lorientamento diagnostico deriva da una serie di elementi tra i quali di grande importanza è lanamnesi che deve contemplare una serie di informazioni riguardanti leventuale familiarità, le modalità di esordio del sintomo e la presenza e il tipo di sintomi di accompagnamento. Per quanto riguarda la familiarità occorre considerare lematuria familiare benigna, la sindrome di Alport, lurolitiasi. Lesordio può essere dopo uno sforzo fisico, un trauma, dopo un periodo di intervallo o nel corso di uninfezione delle vie aeree, dopo una terapia antiblastica, nel corso di ipovolemia...
Sintomi di accompagnamento possono essere il dolore lombare irradiato o meno, la disuria, edemi palpebrali, eruzioni cutanee...
Un altro aspetto importante per la valutazione dellematuria è letà del soggetto, che potrà orientare la diagnosi verso patologie molto differenti tra loro.
Lesame obiettivo dovrà poi valutare la presenza di ipertensione arteriosa, edemi, eruzioni cutanee, emorragie.
Molte informazioni possono essere ottenute ampliando le osservazioni sulle urine. È ancora utile definire, quando è possibile, lematuria come totale, iniziale o terminale.
Se ci sono coaguli lematuria è sicuramente urologica (cistite emorragica - malattia policistica).
La proteinuria rappresenta un importante criterio diagnostico. La sua presenza è indice, nella maggior parte dei casi, di patologia glomerulare che richiede uno studio approfondito con biopsia renale a meno che la diagnosi non sia evidente come nel caso della glomerulonefrite acuta post-streptococcica. La proteinuria per essere significativa deve essere persistente, superiore a 0,150 g/24h e lelettroforesi delle proteine urinarie deve dimostrare la sua origine glomerulare. Una ematuria urologica può accompagnarsi a proteinuria quando è importante, tuttavia questa non è mai persistente.
La presenza di cilindri ematici ( globuli rossi con proteina di Tamm-Horsfall) e/o granulosi indicano analogamente una patologia glomerulare. La presenza di piuria depone in genere per una infezione urinaria.
Gli esami di laboratorio e strumentali devono tenere conto dellorientamento diagnostico.
In ogni caso è importante valutare la funzionalità renale (azotemia e creatinina clearance), gli indici di flogosi e lesame emocromocitometrico, la coltura delle urine, il livello della frazione C3 del complemento, la calciuria. Tra gli esami strumentali lecografia per la sua innocuità e facilità di esecuzione è da preferire in prima istanza quando si sospetti una causa urologica dellematuria.
A questi esami seguiranno quelle indagini che potranno essere utili per raggiungere la conferma dellipotesi diagnostica formulata.
In alcuni pazienti tuttavia il risultato di tutti gli studi delle prime 2 tappe è negativo e una diagnosi definitiva non può essere raggiunta. Non è sempre necessario fare indagini più invasive come la biopsia renale al momento della presentazione del sintomo, ma può essere un congruo periodo di osservazione per valutare levoluzione clinica e quindi effettuare una scelta più meditata.
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