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LImmunoterapia specifica (ITS) per le allergopatie è vicina a compiere 100 anni. Fu infatti Curtis che nel 1900 applicò per primo ad un paziente unimmunoterapia orale per pollini. Ma fu Noon (1) che nel 1911 pubblicava il primo lavoro sullimmunoterapia specifica per via sottocutanea calcolando anche il dosaggio da somministrare sulla base del peso dei pollini.
Da allora sono stati pubblicati migliaia di lavori sullefficacia e la modalità di azione di questa pratica. E allora perché se ne discute ancora?
Prima di tutto perché di quelle migliaia di pubblicazioni solo poche decine sono state effettuate utilizzando il doppio cieco con placebo. Inoltre la nuova definizione di asma, che privilegia la componente infiammatoria su quella ostruttiva, mettendo in prima linea i farmaci antiinfiammatori (soprattutto i corticosteroidi topici), e liperrreattività bronchiale di per sé richiama la necessità di conoscere gli effetti dellITS su questi parametri.
In questi ultimi anni, poi, le nuove conoscenze sulla patogenesi delle reazioni allergiche (ruolo dei linfociti Th2 e delle citochine infiammatorie ad essi legate, come IL4, IL5, IL6, IL10 e IL13) ha riportato lo studio dellITS anche su queste nuove basi.
Non ultimo è da considerare la durata del trattamento (2-5 anni per ottenere dei risultati che possano persistere per qualche anno) ponendo ai genitori notevoli sacrifici accompagnati da una notevole spesa (700000-1 milione di lire per anno).
Rimangono infine da considerare anche i rischi del trattamento (reazioni locali generali fino allo shock anafilattico, rari casi mortali) e la possibilità di impiegare vie alternative orali rispetto alla via sottocutanea.
Forse per tutti questi motivi sono comparse in questi ultimi due anni una serie di rassegne il cui titolo può essere mutuato dal lavoro di Longo che si pongono la domanda: limmunoterapia specifica è utile nellasma?.
Abramson (2) et al. nel 1995 hanno valutato, in 20 studi controllati con placebo, lefficacia dellimmunoterapia sia in adulti che in bambini per:
- riduzione dello score dei sintomi;
- necessità di uso di medicamenti;
- funzione polmonare;
- comportamento delliperreattività bronchiale.
LOdds ratio per il miglioramento dei sintomi, per la riduzione dei medicamenti e per liperreattività bronchiale sono risultati a favore dellITS. Tuttavia la funzione polmonare dimostrava un miglioramento del FEV1 di solo il 7,1% del predetto. Inoltre gli effetti dellITS potrebbero essere stati sovrastimati per la mancanza di studi negativi pubblicati in Letteratura.
Bonifazi (3) et al. hanno analizzato 37 studi lavori effettuati utilizzando il doppio cieco con placebo: 15 lavori riguardavano limmunoterapia specifica per pollini e muffe, 7 lavori per forfore di animali (cane e gatto), 12 lavori per acari. La valutazione clinica è stata effettuata sulla base dello score dei sintomi, uso di medicamenti e iperreattività bronchiale aspecifica. È stata dimostrata unefficacia in 13 dei 15 studi utilizzando i pollini, mentre per gli acari in 4 dei 12 studi. LITS per cani e gatti darebbe un certo beneficio ma la casistica è molto ridotta, come nel caso delle muffe. Comunque i vantaggi sono stati ottenuti soprattutto nellasma moderato, infatti quando il FEV1 è inferiore al 70% del predetto dopo farmacoterapia non è stata osservata una buona risposta allimmunoterapia.
Per quanto riguarda luso dellimmunoterapia in età pediatrica Sigman (4) et al hanno analizzato 12 studi esclusivamente pediatrici, anche se tali studi sono spesso eterogenei e non permettono estrapolazioni e conclusioni comparative. Di tali 12 studi, 7 riportano una risposta clinica favorevole, 3 non favorevole e 2 non valutabili. La reattività bronchiale appare diminuita in 5 studi, immutata in 1, non valutabile in 6. Buoni risultati sono stati ottenuti in 4 dei 5 studi impiegando Dermatophagoides. Anche in questo caso i migliori risultati si sono ottenuti nellasma moderato. Per altro dalla Letteratura non sembra emergere nessun dato per consigliare limmunoterapia per epitelio di cane e muffe in età pediatrica (tabella 1).
Un recente articolo (5) ha fatto molto rumore: sono stati sottoposti a ITS 121 bambini con asma perenne medio-grave. Gli allergeni usati erano un cocktail di 2-6 allergeni (in media 6). Dopo 2 anni di immunoterapia non venivano osservati miglioramenti importanti. Il lavoro è stato ampiamente criticato dai sostenitori dellimmunoterapia in quanto è noto da anni che essa deve essere effettuata con un solo allergene (le attività enzimatiche di alcuni allergeni possono infatti distruggere alcuni epitopi importanti). Pertanto, la situazione è tornata al punto di partenza, nonostante che lo studio fosse effettuato con il criterio del doppio cieco con placebo.
Questi Autori semmai sottolineano che i moderni trattamenti farmacologici e il controllo ambientale hanno effetti maggiori sulla frequenza delle crisi asmatiche che non limmunoterapia specifica, in quanto lapporto degli allergeni nello scatenamento dellasma potrebbe avere un ruolo secondario rispetto allo stimolo legato alle infezioni e allambiente (forse inteso come inquinamento).
Comunque gli effetti benefici dellimmunoterapia a livello immunologico sono stati ampiamente dimostrati. Essa infatti:
- interferisce con lo sviluppo della risposta Th2 indirizzando verso la differenziazione dei T linfociti non committed verso i TH1 favorendo la produzione di IgG invece che IgE;
- riduce il rilascio di IL4 e IL5 e aumenta la sintesi di INF gamma;
- riduce lafflusso degli eosinofili nelle vie aeree sopprimendo il fattore chemiotattico per gli eosinofili (ECF). diminuisce anche la proteina cationica degli eosinofili (ECP);
- aumenta i livelli di IL8, un fattore inibente listamina;
- aumenta lattivazione dei CD8 (soppressor) che producono IL2 e INF gamma;
- riduce la reazione bronchiale ritardata costituisce il braccio afferente dellinfiammazione allergica;
- riduce la produzione di PAF e dei mediatori mastocitari.
Per altro nello studio degli effetti sia clinici che immunologici dellimmunoterapia specifica molti sono i fattori confondenti, quali la variazione stagionale degli allergeni, le infezioni virali, il fumo, linquinamento, luso di farmaci, la quantità dello stimolo allergenico cui è sottoposto il paziente.
CONTROVERSIE SULLIMMUNOTERAPIA SPECIFICA
Vi sono pareri sia contrari che favorevoli sullimmunoterapia specifica. Ne citeremo qui di seguito alcuni.
Molti sono i pareri nettamente sfavorevoli ad esempio Grant già nel 1986 (6) affermava che : E difficile comprendere come una forma di trattamento così discutibile, con incertezze e danni potenziali, sia stata sottoposta ad uno scrutinio per così lungo tempo e che Nella formulazione attuale limmunoterapia è INATTENDIBILE, NON CONVENIENTE, COSTOSA e potenzialmente è un metodo dannoso per il trattamento dellasma . Anche Ownby (7) più recentemente ha sottolineato che i costi di unimmunoterapia sono di regola maggiori di quelli della prevenzione e della farmacoterapia.
Anche Barnes (8), un noto broncopneumologo inglese farmaco orientato trova che il ruolo dellimmunoterapia debba essere molto limitato infatti afferma: vi sono poche indicazioni per luso dellITS nel trattamento routinario dellasma delladulto e del bambino. Questo in vista della bassa efficacia, il rischio degli effetti sfavorevoli, il relativo alto costo del trattamento e la disponibilità di farmaci più efficaci e sicuri, in modo particolare i glucocorticoidi inalatori. Finché nuovi tipi di trattamento e la disponibilità ( uso di peptidi o frammenti, allergeni purificati, anticorpi anti-IgE) non verranno studiati, la terapia farmacologica associata, quando possibile, con lesclusione degli allergeni è lapproccio raccomandato nella terapia dellasma
A favore dellimmunoterapia si esprime Ownby (7) Vi è un crescente consenso nel fatto che lITS può alleviare lasma allergico attenuando sia la risposta asmatica precoce che tardiva però anche questo Autore non manca di ricordare che sfortunatamente gli effetti a lungo termine dellITS non sono stati confrontati con quelli ottenuti con farmaci antiinfiammatori come il Sodio cromoglicato, il nedocromile e gli steroidi inalanti.
Anche Norman (9) già nel 1986 aveva proposto luso dellimmunoterapia almeno a quei pazienti in cui il trattamento farmacologico è incapace di ottenere un completo controllo dellasma e quando siano stati identificate allergie IgE mediate per cui siano disponibili estratti standardizzati.
Il parere più equilibrato nei confronti dellimmunoterapia è stato comunque recentemente espresso da Abramson (2) che dopo avere analizzato 20 studi ha concluso che: i risultati riportati in letteratura sostengano il punto di vista che lITS possa essere unutile aggiunta alla terapia dellasma purché allergeni con rilevanza clinica ed ineliminabili siano correttamente individuati. Tuttavia debbono essere seguite linee-guida, valutazione dei rischi e delle controindicazioni , con una coesistente supervisione di un consulente e facilità del trattamento delle reazioni avverse. Queste devono essere discusse in anticipo con gli interessati. LITS deve essere riservata a pazienti accuratamente selezionati.
MODALITÀ ALTERNATIVE DI SOMMINISTRAZIONE DELLIMMUNOTERAPIA
In questi ultimi anni sono state prospettate nuove vie di somministrazione per limmunoterapia.
In casi particolari come ad esempio lallergia al veleno di imenotteri è stato suggerito un trattamento intensivo e rapido con un metodo che va sotto il nome di Rash Therapy. Probabilmente è una forma di trattamento che agisce con meccanismi diversi da quelli dellITS tradizionale (forse attraverso una desensibilizzazione dei basofili) (10).
In campo soprattutto pediatrico è stato suggerito un trattamento per via orale e in particolare per via sublinguale. Su questo tipo di somministrazione sono stati pubblicati 11 lavori (fra cui quello di Novembre del 1991 (11)) con risultati che appaiono spesso favorevoli, ma la casistica non ha ancora raggiunto una consistenza tale da far considerare questa tecnica sufficientemente collaudata.
Gli studi riportati con lomeopatia sono considerati deboli da un punto di vista metodologico (vengono usate diluizioni di pollini di 1060 !).
Di recente risultati promettenti sono stati riportati utilizzando peptidi ricavati da epitopi allergenici. Uno di questi, utilizzato nellITS per lallergia al gatto (contenente lallergene Fel d 1) darebbe buoni risultati (12-13). Un altro allergene ricombinante ricostituito da una variante dellallergene Der p 2 del Dermatophagoides avrebbe una scarsa capacità di legarsi alle IgE, ma conserva la capacità di interagire con i linfociti T(14).
Analoghi studi sono in corso utilizzando 3 peptidi dellambrosia (15).
Il vantaggio nelluso dei peptidi è costituito dal fatto che essi non reagiscono con le IgE del paziente causando effetti secondari (incluso lo shock anafilattico), ma inducono una tolleranza a livello dei T linfociti con diminuita sintesi dei IL4.
Una rassegna recente sullargomento di RJ Joost Van Neerven (16) fa notare che per quanto la possibilità di un uso futuro dei peptidi per lITS possa essere intravisto, tuttavia devono essere risolti alcuni problemi come la presenza, in un allergico, di IgE verso epitopi multipli presenti su un singolo allergene. Vi è anche la possibilità che lallergizzazione prosegua in direzione degli epitopi minori. Luso di questi peptidi farebbe slittare la produzione di gamma-INF e la produzione di cellule CD8+ con recettore cd (TCR cd).
Una via di alternativa potrebbe essere quella di iniettare estratti allergenici degradati a peptidi oppure iniettare allergeni insieme a gamma-interferon o IL12 che favoriscano la produzione di linfociti TH1.
Insomma, dopo un secolo di ITS tradizionale, qualcosa si sta muovendo!
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
1) Noonl. Lancet 1911, i 1572-73 J Allergy Clin Immunol 1997;99:S67
2) Abramson MJ et al. Am J Respir Crit Care Med, 1995; 151: 969-974
3) Bonifazi M, Bilò MB. Allergy, 1997: in press
4) Sigman K, Mazaer B. Ann Allergy 1996;76: 299-305
5) Adkinson et al . N Eng J of Med 1997
6) Grant IWB. Clinical Allergy 1986;16:7-16
7) Ownby DR, Adinoff D J Allergy Clin Immunol 1996;94:662
8) Barnes PJ. N Eng J Med 1996:531-32
9) Norman PS, Lichtestein LM. Clin Allergy 1986;16:669
10) Jutel M et al. J Allergy Clin Immunol 1997;99:S400
11) Novembre E Riv Ital Pediatr 1991;17:75-78
12) Mavroleon G et al. J Allergy Clin Immunol 1997;99:S67
13) Norman PS et al. J Allergy Clin Immunol 1997;99:S127
14) Smith AM et al. J Allergy Clin Immunol 1997;99:S400
15) Creticos et al. J Allergy Clin Immunol 1997;99:S401
16) Van Neerveen RJJ et al. Immunol Today 1996;11:526-532
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