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3º CONVEGNO PEDIATRICO (1998)

SIGNIFICATO DELL’URODINAMICA

Alfredo Dante Danti, Antonella Lombardi, Luigi Landi, Simone Pancani


La fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta hanno segnato una radicale svolta nell’urologia pediatrica per l’introduzione di metodiche diagnostiche sofisticate che hanno permesso di comprendere in maniera più approfondita i meccanismi funzionali dell’apparato urinario. Tra queste l’urodinamica svolge un ruolo fondamentale nell’iter diagnostico di molteplici patologie.
Nel suo complesso questa indagine, che si avvale oltre che del dato strumentale anche del dato clinico, studia la funzione del tratto vescico-uretrale e stabilisce il nesso di normalità tra riempimento e completo svuotamento vescicale a ritmi adeguati con normale controllo volontario relativo all’età del soggetto indagato.
L’attività vescico-uretrale poggia le sue basi su di una complessa via nervosa che ha i seguenti centri di regolazione e controllo:
- lobo frontale corticale che permette il controllo volontario della minzione;
- la sostanza reticolare pontomesencefalica vero centro motore detrusoriale collegato con la corteccia cerebrale ed il midollo sacrale;
- il cervelletto ad azione modulatrice, con prevalenza inibitoria;
- il centro vegetativo toraco-lombare (T11-L1) con innervazione simpatica vescicale ed uretrale;
- il centro sacrale (S2-S4), con motoneuroni per la muscolatura detrusoriale;
- il centro pudendo (sostanza grigia ventro-mediale del midollo sacrale (S2-S3) con motoneuroni che innervano il muscolo striato periuretrale;
- gangli pelvici (innervazione periferica) ad azione mista simpatica e parasimpatica).
Da ciò si capisce la complessità che regola la funzione vescico-uretrale e come questi delicati meccanismi possano essere turbati da qualsiasi insulto che colpisce il tratto urinario o il sistema nervoso centrale.
In sintesi si può dire che la vescica si riempie a basse pressioni per l’attività inibitoria che svolge il sistema nervoso sul detrusore, con simultanea contrazione del collo vescicale e del sistema sfinterico: al bisogno di urinare si determina un aumento pressorio endovescicale con riduzione delle resistenze uretrali accompagnate dalla volontarietà dell’atto minzionale o viceversa dalla possibilità di rinviare la minzione in ambiente adeguato.
L’urodinamica ha il significato di cogliere le alterazioni che possono turbare questo delicato meccanismo attraverso uno studio clinico-anamnestico e l’utilizzo di esami strumentali invasivi (uso del catetere) o non invasivi.
E’ utile precisare che è un esame operatore dipendente ed in pediatria si deve adeguare all’età del piccolo paziente la scelta dal tipo d’esame.
In sintesi lo studio urodinamico si articola:
- anamnesi generale e minzionale;
- valutazione clinica generale e locale;
- esame neurologico;
- esame strumentale.

L’esame strumentale che si esprime in tracciati si articola in:
- Cistomanometria - valutazione dalle modalità di riempimento vescicale, della capacità vescicale, dell’attività detrusoriale durante e a fine riempimento, del tono vescicale , dell’attività propriocettiva.
- Profilo pressorio uretrale - i parametri che si rilevano sono la pressione massima di chiusura e la lunghezza funzionale della zona di continenza.
- Flussimetria - rilevazione dello svuotamento vescicale che indica l’attività contrattile del detrusore, la capacità vascicale ed eventuali ostacoli al regolare svuotamento dell’urina.
- EMG - registrazione dell’attività elettrica del piano perineale che, combinata con la flussimetria o la cistomanometria, valuta la sincronia funzionale del tratto vescico-uretrale.

Gli approfonditi studi degli ultimi anni hanno evidenziato che molte patologie urinarie in età pediatrica possono ricevere risposte positive dallo studio funzionale del basso tratto urinario, utilizzando terapie conservative che, risolvendo la disfunzione, portano a guarigione o migliorano i quadri patologici di base.
Di seguito vengono elencate le patologie per cui oggi è indicata la esecuzione dello studio urodinamico:
- vescica neurologica;
- disturbi minzionali;
- reflusso vescico-ureterale;
- ostruzioni uretrali;
- megauretere;
- IVU;
- chirurgia ricostruttiva della vescica e dell’uretra.

Da questa sommaria trattazione si può concludere che lo studio urodinamico è diventato un atto fondamentale per definire i quadri patologici della via urinaria e permette, attraverso studi combinati morfo-funzionali, di attuare terapie conservative, che riducono il ricorso al trattamento chirurgico.

BIBLIOGRAFIA

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