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3º CONVEGNO PEDIATRICO (1998)
ORGANIZZAZIONE DELL'AMBULATORIO PEDIATRICO
L'esperienza di Palermo e di Padova
Roberto Barcellona, Gianvera Lo Iacono, Roberto Bussi, Stefano del Torso
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Allo scopo di confrontare due diverse realtà d'Italia è stata effettuata nel febbraio del 1998 un'analisi sulle abitudini organizzative dei pediatri di famiglia di Palermo e Provincia.
- Caratteristiche del campione:
Sono stati compilati in forma rigorosamente anonima 105 questionari. La consistenza del campione è piuttosto (frazione di campionamento f = 105/252 = 41,7 %); il campione è eterogeneo, anche se in parte autoselezionato , ma, trattandosi di un'indagine esplorativa multiscopo, difficilmente si sarebbero potute individuare a priori suddivisioni in classi ottimali. Il campione è comunque molto ben bilanciato poiché da un'analisi a posteriori si evince che le ripartizioni percentuali per sesso, per localizzazione e per età rispecchiano molto fedelmente quelle della intera popolazione pediatrica del territorio.
- Caratteristiche del questionario:
I quesiti posti riguardavano le caratteristiche dell'ambulatorio, la presenza ed eventualmente le mansioni del personale dipendente, l'accesso, l'utilizzo del telefono, l'informatizzazione, la pratica delle vaccinazioni, l'organizzazione dell'emergenza, la prescrizione "passiva ", il laboratorio di analisi, il rapporto con le strutture, il rapporto con l'industria farmaceutica e dietetica.
- Risultati:
I punti salienti rilevati dall'analisi dell'indagine sono:
- che esiste una correlazione tra il numero di locali dell'ambulatorio e tutti gli altri parametri. I colleghi che hanno un ambulatorio con tre locali (o più) hanno in percentuale nettamente maggiore personale dipendente, zona di isolamento, informatizzazione, frigorifero e programmazione nell'accesso;
- che c'è una netta relazione tra pediatri vaccinatori (che da noi, per inadeguatezza dei centri vaccinali, sono quasi il 70% dei pediatri di famiglia) e conoscenza (e quindi organizzazione) dei presidi di
emergenza (adrenalina, ambu ecc.);
- che soltanto il 78,1 % dei pediatri è provvisto di personale dipendente;
- che gli esami di laboratorio vengono praticati prevalentemente nella Provincia, dove le strutture sono più carenti;
- che solo il 41 % dei pediatri di famiglia è informatizzato;
- che i pediatri maschi fanno un numero di prescrizioni su richiesta dell'utente in media maggiore delle femmine ( 9,33 contro 5,76 alla settimana ).
- Conclusione:
Riteniamo che " l'organizzazione dell'ambulatorio" vada inserita nella programmazione della formazione dei pediatri di famiglia , soprattutto per gli aspetti riguardanti l'informatizzazione e la presenza attiva di personale dipendente, specialmente laddove, dall'indagine diretta, non emerge la coscienza di tale bisogno formativo.
La cura dei locali, la presenza di un collaboratore, il computer, l'angolo dei giochi aumentano sicuramente i costi di gestione di un ambulatorio ma migliorano la qualità del servizio, i rapporti con l'utenza e promuovono
l'immagine di una pediatria di famiglia esportabile in Europa.
L'esperienza di Padova
Come emerso da un'indagine eseguita nel settembre '97 sui bisogni di formazione, l'organizzazione della propria attività ambulatoriale è il bisogno di formazione piu' sentito dai soci APREF. Questo avviene a distanza di 10 anni da una indagine analoga fatta fra i soci fondatori dell'associazione, che aveva spinto a fare i primi studi sull'organizzazione dello studio , momenti cardine per la realizzazione di una cartella cartacea prima ed alla sua informatizzazione poi.
Nel 1995 inoltre era stato portato a termine anche uno studio di VRQ sulla soddisfazione dellutente per la Pediatria di Famiglia nel Veneto, in cui venivano analizzati i legami esistenti tra le caratteristiche organizzative, professionali e relazionali degli operatori e la ricaduta in termini di percezione della qualita del servizio .
Il questionario preparato a Palermo e' stato distribuito anche in occasione di un incontro dell'APREF, associazione culturale di Padova. In questo caso pero' il campione e' piuttosto limitato; 45 pediatri iscritti all'Associazione pari a poco piu' del 50% dei soci, residenti quasi tutti a Padova e nella sua provincia. Inoltre il campione e' piuttosto omogeneo e selezionato e probabilmente non del tutto rappresentativo dei Pediatri di Padova e provincia.
Rispetto ai dati di Palermo si notano alcune differenze:
- i pediatri vaccinatori sono solo il 55% e per lo più eseguono vaccinazioni su richiesta ed occasionalmente in quanto esiste un buon Servizio Vaccinale pubblico che esegue anche le vaccinazioni facoltative;
- i pediatri informatizzati raggiungono il 65%, ma sono un campione selezionato;
- i pediatri con personale dipendente sono ben al di sotto dei colleghi di Palermo, il 30% (contro il 78%); molti di loro lavorano all'interno di poliambulatori privati.
Questi aspetti verranno analizzati con specifico riferimento ai modi di utilizzo dei programmi informatici e al mansionario dei collaboratori di studio.
Conclusioni
Nel Veneto è in corso di preparazione lo studio che prende in considerazione anche le mutate realta' organizzative e le possibilita' offerte dalla nuova Convenzione. Gli obiettivi del progetto consistono nel fornire al pediatra stesso degli strumenti di controllo, valutazione e programmazione della propria attivita' , sia in termini generali che in riferimento al trattamento di specifici problemi di salute della popolazione; il secondo e' quello di pervenire, attraverso dati di natura epidemiologica, ad una descrizione dello stato di salute della popolazione in eta' pediatrica , valutando l'incidenza e la prevalenza delle patologie che hanno richiesto il ricorso al pediatra di base .
Verranno presentate le linee guida teorico-pratiche per la costruzione di alcuni strumenti conoscitivi di supporto per la valutazione dei bisogni degli assistiti e per la analisi e eventuale revisione della propria attivita' di assistenza.
Alla luce di quanto sta avvenendo in ogni parte dItalia in questi ultimi mesi , e probabile che l'organizzazione dell'attività ambulatoriale,con la informatizzazione, lattivita' di gruppo o lassociazionismo utilizzando anche collaboratori di studio con specifici incarichi, saranno punti focali per migliorare il Servizio Assistenziale della pediatria di Famiglia. Questa nuova organizzazione potra' portare anche alla riduzione dell'annoso problema delle visite domiciliari a favore di una esecuzione puntuale e completa dellattivita preventiva . Al contrario della capillarizzazione voluta all'inizio della convenzione, un pediatra per ogni minicomune, almeno nella nostra realtà ,l'attività di gruppo porta al concentramento degli studi , al loro miglioramento e di conseguenza ad un miglioramento dell'assistenza.
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