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4º CONVEGNO PEDIATRICO (1999)

Indicazioni e Limiti della Spirometria

Elio Novembre, Enrico Lombardi
Clinica Pediatrica III, Università di Firenze

Valdo Flori
Pediatra di Famiglia, Firenze


Da quando John Hutchinson nel 1846 mise a punto il primo apparecchio per l'esecuzione della spirometria, questo test di valutazione della funzionalità respiratoria si è rapidamente diffuso per la sua facilità di esecuzione da parte dei soggetti collaboranti e la sua estrema utilità pratica nella corretta valutazione e gestione del paziente con problemi respiratori.
La spirometria è oggi un test altamente standardizzato1,2 e facilmente eseguibile anche in ambulatorio. Il paziente stesso può addirittura effettuare a domicilio il proprio monitoraggio spirometrico con l'ausilio di piccoli spirometri portatili di semplice utilizzo e di facile lettura.

Per una maggior comprensione e interpretazione dei parametri rilevabili con l'esame spirometrico è opportuno ricordare la distinzione e le definizioni dei VOLUMI POLMONARI STATICI, ricavabili tramite apparecchiature particolari (pletismografi)

VOLUMI POLMONARI STATICI

  • volume corrente - VC
    volume di gas inspirato ed espirato durante ciascun atto respiratorio.
  • volume di riserva inspiratoria VRI
    massima quantità di gas che può essere inspirata al termine di un'inspirazione normale.
  • volume di riserva espiratoria VRE
    massima quantità di gas che può essere espirata al termine di un'espirazione normale.
  • volume residuo VR
    quantità di gas che rimane nei polmoni al termine di un'espirazione.
  • capacità polmonare totale CPT
    quantità di gas contenuta nei polmoni al termine di un'inspirazione massima (CPT = VRI + VC + VRE + VR).
  • capacità vitale CV
    quantità di gas che può essere espulsa dai polmoni dopo un'inspirazione massima (CV = VRI + VC + VRE).
  • capacità inspiratoria CI
    quantità massima di gas che può essere inspirata a partire dal livello espiratorio di base (CI = VRI + VC).
  • capacità funzionale residua CFR
    quantità di gas che rimane nei polmoni al livello espiratorio di riposo (CFR = VRE + VR).

Per una valutazione clinica è sufficiente la misurazione dei "flussi" polmonari, con l'uso di apparecchiature di facile uso (pneumotacografi) e la conseguente determinazione dei volumi polmonari dinamici.

VOLUMI POLMONARI DINAMICI

A - Tracciato Volume-Tempo

Questa curva riflette la capacità di svuotamento rapido dei polmoni sotto lo sforzo massimale dei muscoli respiratori


Nel momento di massima inspirazione si fa eseguire una espirazione forzata e vengono misurati:

  • Il volume espiratorio forzato in 1 secondo FEV1
    che rappresenta il volume di aria espirata durante il primo secondo di un'espirazione forzata.
  • Il flusso espiratorio forzato tra il 25% e il 75% del FCV FEF 25-75.
  • La capacità vitale forzata CVF
    volume d'aria espirata forzatamente dopo un'inspirazione massimale.

Dalle misurazione effettuate (FEV1 e FVC) si calcola anche

  • l'indice di Tiffeneau (rapporto FEV1/FVC x 100,).


B - Curva Flusso-Volume

Durante ogni fase del ciclo respiratorio vengono misurati e rappresentati graficamente su un sistema di assi cartesiani i volumi polmonari con i rispettivi flussi

Il tracciato mostra:

  • Il picco di flusso espiratorio PEF
    massimo flusso espirato in dipendenza dello sforzo espiratorio.
  • La capacità vitale forzata CVF
    volume d'aria espirata forzatamente dopo un'inspirazione massimale.

COME LEGGERE UN ESAME SPIROMETRICO

Un tracciato spirometrico si compone di 2 curve e di misurazioni relative ai vari parametri.

parte A rappresenta: la curva volume/tempo di una espirazione forzata.

parte B rappresenta:

1. il volume in litri della massima quantità di aria espirata

2. il tracciato volume/flusso espresso in litri/m'' di un'espirazione forzata

Parametri
Sono registrati i vari parametri con accanto la percentuale rispetto al valore teorico, che viene riportato nell'ultima colonna

I valori di riferimento sono basati sull'altezza, l'età, il sesso e la razza del soggetto.
Devono essere utilizzati valori ottenuti in popolazioni di riferimento di età pediatrica e non estrapolati da misurazioni eseguite nell'adulto.

Parametro   Un. Mis. Pre 1 Teorico
      Mis. % T. Teor. S.D
Miglior FVC Migliore FVC misuarata L 2,32 105 2,21 --
Miglior FEV1 Migliore FEV1 misurato L 1,97 94 2,09 --
FVC Cpacità Vitale Forzata L 2,27 103 2,21 --
FEV1/FVC % FEV1/FVC x 100 % 85,0 90 94,7 --
PEF Picco di Flusso Espiratorio L/m" 4,94 111 3,92 --
PEF 25%-75% Flusso Espiratorio Medio 25%-75% FVC L/m" 2,23 92 2,71 --

TRACCIATO PRIMA E DOPO BRONCODILATAZIONE

L'esame spirometrico può essere effettuato prima e dopo la somministrazione di un ß2 stimolante per aerosol, in questo caso nel grafico saranno riportate doppie curve, che si riferiscono alla registrazione precedente (2) e successiva (1) alla somministrazione del broncodilatatore.

Nella risposta sono riportati i parametri relativi a

A. registrazione di base con la percentuale rispetto al teorico.
B. registrazione dopo la broncodilatazione con la percentuale di variazione rispetto ai dati di base.

Parametro Un. Mis. Post 1 Pre 2 Teorico
    Mis. % 2 Mis % T. Teor. S.D
Miglior FVC L 2,53 105 2,42 100 2,25 --
Miglior FEV1 L 2,04 116 1,76 83 2,13 --
FVC L 2,53 105 2,42 100 2,25 --
FEV1/FVC % % 80,6 116 69,4 73 94,6 --
PEF L/m" 4,59 114 4,04 101 3,98 --
PEF 25%-75% L/m" 2,50 200 1,20 43 2,76 --

PARTE A - TRACCIATO VOLUME-TEMPO

Questa curva riflette la capacità di svuotamento rapido dei polmoni sotto lo sforzo massimale dei muscoli respiratori e permette di valutare:

  • Il volume espiratorio forzato in 1 secondo FEV1
    Normale se > 80% del predetto

Il FEV1 che comprende sia la fase iniziale che quella tardiva della manovra espiratoria forzata, dipende dall'entità dello sforzo espiratorio e riflette quindi il diametro delle vie aeree centrali, ma è anche un buon indice della resistenza delle vie aeree periferiche.
Il FEV1, che è il parametro più riproducibile della spirometria, può quindi essere considerato un indice complessivo della funzionalità delle vie aeree.

  • Il flusso espiratorio forzato tra il 25% e il 75% del FCV FEF 25-75
    che è un parametro sforzo-indipendente, essendo misurato oltre il primo 25% dell'FVC, e rappresenta un indice delle resistenze delle vie aeree periferiche.
    Normale se > 65% del predetto.

  • La capacità vitale forzata CVF
    Normale se > 80% del predetto

Dalle misurazione effettuate (FEV1 e FVC) si calcola anche

  • l'indice di Tiffeneau (rapporto FEV1/FVC x 100, valore normale > 80% nel bambino),
    la cui riduzione è patognomonica per una patologia ostruttiva, rimane infatti invariato in caso di malattia restrittiva.

PARTE B - CURVA FLUSSO-VOLUME

Il tracciato mostra:

  • Il picco di flusso espiratorio PEF
    valore normale > 80% del predetto
    Il PEF quindi è una variabile sforzo-dipendente e riflette il diametro delle vie aeree centrali.

  • La capacità vitale forzata CVF
    valore normale > 80% del predetto

 

LE ALTERAZIONI DELLA FUNZIONALITÀ RESPIRATORIA

Possono essere classificate in due gruppi principali:

1. Difetti ventilatori ostruttivi (in cui si ha un interessamento del lume delle vie aeree con conseguente ostacolo al flusso aereo per cause quali eccessiva produzione di muco, flogosi, broncospasmo, ecc.).

2. Difetti ventilatori restrittivi (in cui si ha una riduzione dei volumi polmonari dovuta a ridotta compliance o distensibilità dei polmoni o della parete toracica, perdita o collasso del parenchima polmonare, debolezza dei muscoli respiratori, ecc.).


QUADRO SPIROMETRICO DI TIPO OSTRUTTIVO
L'esame spirometrico di un difetto ostruttivo è caratterizzato da:

  • Una riduzione dei flussi espiratori principalmente a carico del FEV1 e del PEF, con FVC inizialmente normale o quasi; l'indice di Tiffeneau (FEV1/FVC) risulta quindi ridotto.

  • Anche il FEF25-75 , quale indice della pervietà delle vie aeree periferiche, risulta ridotto e, negli stadi precoci di ostruzione, può essere l'unico segno di disfunzione ventilatoria di grado molto lieve.

  • Nei casi gravi di ostruzione anche l'FVC si riduce per "intrappolamento" di aria nei polmoni.

Parametro Un. Mis. Post 1 Pre 2 Teorico
    Mis. % 2 Mis % T. Teor. S.D
Miglior FVC L
2,53
105
2,42 100 2,25 --
Miglior FEV1 L
2,04
116
1,76 83 2,13 --
FVC L
2,53
105
2,42 100 2,25 --
FEV1/FVC % %
80,6
116
69,4 73 94,6 --
PEF L/m"
4,59
114
4,04 101 3,98 --
PEF 25%-75% L/m"
2,50
200
1,20 43 2,76 --

Dopo la somministrazione per aerosol di un broncodilatatore, si ha un miglioramento dei parametri della spirometria

QUADRO SPIROMETRICO DI TIPO RESTRITTIVO
In una patologia di tipo restrittivo, assistiamo invece ad una riduzione in termini assoluti dei volumi polmonari.

  • Si ha una riduzione concomitante e proporzionale di FVC e FEV1.

  • Con indice di Tiffeneau (FEV1/FVC) normale.

  • Il PEF risulta ridotto.

  • Ed anche il FEF25-75 può essere ridotto.

Parametro Un. Mis. Post 1 Pre 2 Teorico
    Mis. % 2 Mis % T.
Teor.
S.D
Miglior FVC L 1,07 98 1,09 69
1,57
--
Miglior FEV1 L 1,02 106 0,96 69
1,40
--
FVC L 1,07 104 1,03 66 1,57 --
FEV1/FVC % % 93,5 102 93,2 105 88,9 --
PEF L/m" 2,16 107 2,2 99 2,04 --
PEF 25%-75% L/m" 1,41 110 1,28 92 1,39 --

La somministrazione di un broncodilatatore per aerosol non modifica i parametri della spirometria

 

INDICAZIONI DELLA SPIROMETRIA 3

L'indagine spirometrica rappresenta un punto chiave nella valutazione iniziale del soggetto con una sospetta diagnosi di asma4, dando informazioni sulla presenza e sul grado di ostruzione bronchiale e sulla reversibilità o meno dell'ostruzione dopo inalazione di un broncodilatatore short-acting (solitamente, salbutamolo 200 (g: la broncodilatazione viene considerata significativa quando l'aumento del FEV1 è >12% e di almeno 200 ml). Una mancata risposta al broncodilatatore può essere dovuta ad un'ostruzione anatomica fissa, alla presenza di tappi di muco o a flogosi delle vie aeree. I pazienti con asma cronico possono quindi non rispondere al salbutamolo e può essere necessario un ciclo di 2-3 settimane con corticosteroidi orali per dimostrare una reversibilità dell'ostruzione bronchiale. Dopo la fase di valutazione iniziale del soggetto asmatico, la spirometria deve essere ripetuta a trattamento iniziato per dimostrare il raggiungimento di una funzionalità respiratoria normale o quasi normale4. Per quanto riguarda il monitoraggio a lungo termine del paziente asmatico, in particolare in età pediatrica, una valutazione clinica e spirometrica deve essere effettuata almeno due volte all'anno5. Inoltre, la misurazione della funzionalità respiratoria è essenziale nel monitorare la fine di un episodio asmatico acuto e nel guidare la gestione dei soggetti con asma più grave5.


Tabella 1 (modificata da Crapo RO 3) INDICAZIONI DELLA SPIROMETRIA

Diagnosi

  • Valutazione in presenza di sintomi (dispnea, wheezing, ortopnea, tosse, produzione di muco, dolore toracico), segni (espirazione prolungata, sibili, suoni respiratori ridotti, iperinsufflazione, cianosi, deformità toraciche)
  • Valutazione in presenza di tests di laboratorio anormali (ipossia, ipercapnia, policitemia, RX torace anormale)
  • Misurazione degli effetti della malattia sulla funzionalità polmonare
  • Screening di individui a rischio di malattie polmonari
  • Valutazione dei rischi in fase preoperatoria
  • Valutazione della prognosi (trapianto polmonare, ecc.)
  • Valutazione della funzionalità respiratoria nell'attività sportiva

Monitoraggio

  • Valutazione degli interventi terapeutici (broncodilatatori, steroidi, antibiotici nella fibrosi cistica, trattamento dell'insufficienza cardiaca)
  • Descrizione del corso di malattie che interferiscono con la funzione respiratoria (polmonari, cardiache, neuromuscolari)
  • Monitoraggio di soggetti esposti ad agenti o farmaci tossici o nocivi

Valutazioni medico-legali

  • Medicina dello Sport, del Lavoro, delle Assicurazioni
  • Cause legali
  • Studi epidemiologici
  • Derivazione di valori spirometrici di riferimento


LIMITI DELLA SPIROMETRIA

Vi sono alcune situazioni patologiche che possono influenzare l'affidabilità della valutazione spirometrica e che possono anche essere aggravate dalla manovra espiratoria forzata6. In presenza di tali condizioni, che possono quindi essere considerate controindicazioni relative della spirometria, può essere necessario rimandare la prova spirometrica. I quadri patologici in questione sono:

  • emottisi di origine sconosciuta,
  • pneumotorace,
  • angina pectoris instabile o infarto miocardico recente,
  • embolia polmonare,
  • aneurismi cerebrali, addominali o toracici,
  • interventi chirurgici recenti all'occhio, al torace o all'addome,
  • presenza di nausea o vomito.

Uno dei limiti maggiori della spirometria è comunque rappresentato dalla mancanza di collaborazione del paziente, in quanto è necessario ottenere una corretta esecuzione della manovra espiratoria forzata, i cui criteri di accettabilità sono rigorosamente standardizzati1,2.
La spirometria richiede quindi una collaborazione attiva da parte del paziente e questo ne limita l'esecuzione a bambini di età uguale o superiore ai 5-6 anni (alcuni non riescono addirittura ad eseguire una manovra adeguata fino a dopo i 7 anni).
Nei lattanti e nei bambini in età prescolare si deve pertanto ricorrere ad altri metodi per misurare la funzionalità respiratoria (misurazione delle resistenze respiratorie, valutazione dei flussi espiratori con il metodo della compressione rapida toraco-addominale nei lattanti e nei bambini nei primi due anni di vita, misurazione dei volumi polmonari, ecc.).
Inoltre, poiché la spirometria misura flussi e volumi d'aria espirati durante la manovra forzata e non offre quindi alcuna informazione riguardo al volume residuo, la misurazione dei volumi polmonari assoluti (con pletismografia, wash-out dell'azoto, diluizione dell'elio) può risultare indispensabile nel risolvere alcuni problemi interpretativi e diagnostici.

BIBLIOGRAFIA

1. American Thoracic Society. Lung function testing: selection of reference values and interpretative strategies. Am Rev Respir. Dis 1991;144:1202-1218.

2. American Thoracic Society. Standardization of spirometry. 1994 update. Am J Respir Crit Care Med 1995;152:1107-1136.

3. Crapo RO. Pulmonary function testing. N Engl J Med 1994;331:25-30.

4. National Asthma Education and Prevention Program. Expert Panel Report II. New guidelines for diagnosis and management of asthma. Ann Allergy Asthma Immunol 1997;78:427-437.

5. Warner JO, Naspitz CK. Third International Pediatric Consensus statement on the management of childhood asthma. The International Pediatric Asthma Consensus Group. Pediatric Pulmonol 1998;25:1-17.

6. American Association for Respiratory Care. Clinical practice guideline: spirometry, 1996 update. Respir Care 1996;41:629-636.


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