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4º CONVEGNO PEDIATRICO (1999)
La Riabilitazione dei Disturbi della Voce e del Linguaggio
Cecilia Salimbeni
Sezione di Foniatria E. Alajmo A.O. Careggi - Firenze
Santi Centorrino
Logopedista A.O. Careggi - Firenze
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Uno dei compiti fondamentali del pediatra è il riconoscimento precoce di una difficoltà nellacquisizione del linguaggio e il conseguente invio del bambino ad una struttura competente per la definizione diagnostica e leventuale approccio terapeutico.
Il pediatra, che prende in carico il bambino dalla nascita e lo segue nel tempo con ripetuti controlli, si trova, infatti in una posizione privilegiata per la valutazione dello sviluppo delle abilità comunicative o per rilevare comportamenti comunicativi inadeguati . Assume quindi un ruolo fondamentale la conoscenza di quali sono i presupposti necessari affinché il bambino possa normalmente sviluppare le proprie abilità fonatorie e linguistiche.
Lintervento logopedico nellambito delletà evolutiva non significa sempre e soltanto riabilitazione, ma anche rilevazione del rischio, identificazione del danno, con attività di valutazione , follow-up e counseling genitoriale in un quadro che prevede una ideale integrazione tra gli operatori sanitari coinvolti e la famiglia del bambino. In questa ottica lo scambio di conoscenze tra gli stessi operatori diventa il sistema ottimale che favorisce e permette tale integrazione.
A tal fine, quindi, verranno esposte le linee generali per lintervento in una serie di quadri patologici la cui tardiva individuazione e, di conseguenza, scelta terapeutica, diventano spesso fattori prognostici negativi.
Disturbi del linguaggio
Fondamentale, ai fini di un intervento efficace, una valutazione preventiva mirata allidentificazione del tipo di disturbo. Numerosi studi hanno posto lattenzione sui cosidetti late talkers o parlatori tardivi. Tali studi hanno permesso di individuare i criteri per identificare abbastanza precocemente (sin dai 24 mesi) i bambini con un ritardo nello sviluppo lessicale. Lindividuazione precoce del problema può far colmare per tempo il ritardo linguistico e ridurre così il rischio di ulteriori disturbi dellapprendimento a cui questi soggetti possono essere destinati, anche in assenza di gravi patologie neurosensoriali e cognitive, comunque da accertare con la consulenza Foniatrica. Lintervento logopedico in questo ambito diventa quindi, spesso , una consulenza, che si esplica utilizzando strumenti di valutazione che dovrebbero far parte del bagaglio culturale minimo di ogni logopedista e che lo stesso operatore selezionerà, tenendo presente letà del soggetto e le necessità di valutazione. Tra gli strumenti più noti citiamo il Questionario Mac Arthur, il Test del Primo Linguaggio, il Test di Comprensione Grammaticale, Prove prassiche, Test di Articolazione, Bilancio fonologico e altri, senza trascurare la semplice raccolta ed analisi del campione linguistico spontaneo oltrechè il colloquio con i genitori. Lobiettivo principale dellintervento logopedico sarà stabilire lesistenza del ritardo e la valutazione dovrà individuare le priorità da affrontare; non basterà quindi definire la necessità o meno del trattamento, ma piuttosto saper descrivere ciò di cui il bambino ha bisogno e quali sono le modalità per favorire un miglior apprendimento.
Deglutizione atipica e disturbi articolatori
Nellottica di un intervento logopedico risolutivo e preventivo non si deve trascurare limportanza di una buona abilità prassica dellapparato fonoarticolatorio ai fini dellacquisizione dei corretti patterns articolatori che permetteranno lo sviluppo di una buona verbalità.
Quando la famiglia preoccupata per il ritardo espressivo del proprio figlio si rivolge al Servizio non bisogna dimenticare quanto sia stretto il rapporto tra la deglutizione e larticolazione dei suoni e, di conseguenza, luso di un linguaggio adeguato. Se la visita Foniatrica permette di individuare quei soggetti il cui ritardo linguistico è imputabile ad una permanenza di pattern deglutitori infantili, piuttosto che ad una sindrome malformativa disgenetica ( ed in questo caso diventa fondamentale un ulteriore approfondimento diagnostico e terapeutico) la riabilitazione logopedica può favorire un miglioramento delle abilità prassiche ma anche leliminazione di quei fattori che possono impedire lacquisizione e luso di un repertorio fonetico articolatorio più maturo. Rieducare la masticazione e la deglutizione in funzione di una precisa abilità articolatoria risulterà quindi una norma di igiene comunicativa.
Le fasi di valutazione e trattamento si diversificano secondo letà del soggetto e leventuale patologia correlata . La terapia sarà comunque orientata verso il raggiungimento di una buona motricità bucco-faciale, impostazione della corretta deglutizione, attività di imitazione motoria associata alla produzione verbale, impostazione fonemica, attività di ampliamento e costruzione frasale. Premessa indispensabile per questo tipo di intervento è il riconoscimento e leliminazione delle abitudini viziate, sarà, quindi, coinvolta in pieno la famiglia, sia per leffettuazione degli esercizi che per luso di una alimentazione adeguata. La durata di questo tipo di lavoro è di circa tre mesi ma può essere anche maggiore o addirittura prevedere cicli ripetuti nei casi in cui il deficit prassico è legato a quadri più complessi come nel caso delle insufficienze velari di natura sindromica.
Disturbi della voce
In questo caso lintervento logopedico è di tipo educativo e riabilitativo. La rieducazione mirerà a ripristinare una corretta impostazione del tono della voce, offrendo al bambino una situazione abbastanza giocosa. Dato che lobiettivo finale sarà proprio quello di indurre una modificazione nelluso della voce ,si può senza dubbio parlare di modificazione comportamentale. Lesercizio non verrà ,quindi svolto in modo coercitivo ma piuttosto facendo giocare il bambino con la propri a voce. Diventa importante fargli conoscere lo strumento vocale e renderlo consapevole degli eventuali errori, fornendogli anche delle norme di igiene vocale. Per ottenere un risultato ottimale e duraturo il Logopedista dovrà coinvolgere i familiari stessi affinchè vengano corretti quei fattori ambientali, sociali e comportamentali che possono rendere nullo lo sforzo terapeutico e che il Foniatra ha riscontrato come determinanti per lo sviluppo della patologia. Le sedute terapeutiche sono brevi e dinamiche per evitare leffetto noia degli esercizi. La difficoltà di questo tipo dintervento è rappresentata dalla necessità di coinvolgere attivamente il bambino nel processo terapeutico. Ma questo piccolo ostacolo da superare è indispensabile per poter prevedere una terapia breve, efficace, in grado di risolvere il problema in pochi mesi.
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