Diagnosi e terapia costituiscono lessenza della professione medica quale che sia la cultura che ha determinato lo sviluppo di una medicina. Esse costituiscono sempre un atto estremamente complesso e pertanto, nel breve tempo disponibile, cercherò di focalizzare alcuni importanti aspetti che accomunano o differenziano la nostra medicina convenzionale occidentale rispetto alla medicina omeopatica.
Il medico esperto in omeopatia si è formato nelle Università, ha conseguito una laurea in medicina e solo in un secondo tempo ha percorso un ulteriore iter formativo che lo ha reso esperto in omeopatia. Un omeopata dunque è un medico convenzionale il quale utilizza a pieno gli strumenti diagnostici e terapeutici della medicina convenzionale, integrandoli con quelli della medicina omeopatica. Questa complessa figura di medico dovrebbe più correttamente definirsi medico di medicina integrata piuttosto che soltanto omeopata.
OMEOPATIA, COSE?
LOmeopatia è un metodo clinico e terapeutico basato sul fenomeno della similitudine e sullimpiego terapeutico di sostanze medicamentose a dosi ultradiluite.
Essa venne codificata e strutturata da Hahnemann, medico tedesco nato a Meissen nel 1755. Sebbene egli avesse intuito lesistenza di agenti infettanti (nei suoi libri egli parla di malattia acuta e di miasma ipotizzando i microorganismi come agenti di malattia), quando nel 1882 Koch comunicò alla Società di Fisiologia di Berlino la scoperta del bacillo tubercolare Hahnemann era scomparso da più di trenta anni. Dunque egli studiò, sperimentò ed operò in unepoca in cui la medicina era molto povera di conoscenze e di strumenti di cura, così povera che lo stesso Hahnemann decise di abbandonarla deluso dallaggressività e dalla inutilità dei pochi farmaci dei quali disponeva. Lomeopatia nasce pertanto dalla crisi di un uomo medico nei confronti della medicina del suo tempo che pure, proprio a lui aveva riservato, già in giovane età, molti onori.
Hahnemann indagò il potere terapeutico di molte sostanze presenti in natura attraverso la somministrazione di dosi ponderali ma non tossiche di queste a se stesso e ad individui sani detti sperimentatori. La quantità e la varietà dei sintomi e dei segni prodotti dalle sostanze sugli sperimentatori vennero accuratamente registrate ed esse rappresentano nel loro insieme la sperimentazione patogenetica dei rimedi o Patogenesi dei rimedi omeopatici . La raccolta di queste osservazioni cliniche, ordinate secondo i criteri omeopatici, costituisce la Materia Medica Omeopatica. Lomeopatia dunque, prima ancora di studiare il potere terapeutico delle sostanze, indaga sulla loro capacità di indurre sintomi di malattia.
In un secondo momento Hahnemann verificò se le sostanze, che in sperimentazione patogenetica producevano certi sintomi di malattia, erano capaci di produrre la guarigione di individui ammalati di malattie a sintomatologia simile (principio della similitudine omeopatica). Sul fenomeno della similitudine omeopatica si basa lomeopatia ed esso deve essere dimostrato per tutte le sostanze alle quali si voglia riconoscere un potere terapeutico. La sua verifica ha impegnato oltre ad Hahnemann tutti i suoi successori fino ai nostri giorni; tuttora, infatti, vengono sperimentate sostanze nuove.
Lomeopatia è dunque una medicina sperimentale fin dalle sue origini. Essa ebbe fin da subito un discreto successo, vuoi per linadeguatezza e la tossicità dei farmaci del tempo vuoi perché lo stesso Hahnemann ebbe occasione di curare, tra gli altri, il principe Schwarzenberg che nel 1813 aveva vinto Napoleone Bonaparte. Questo successo terapeutico gli produsse fama in tutta Europa facendo arrivare lomeopatia anche nella nostra nazione
LA METODOLOGIA OMEOPATICA
LOmeopatia è un metodo clinico e terapeutico, praticato dal medico laddove venga ritenuto utile ed efficace. Prima ancora di trattare largomento della diagnosi e terapia omeopatica occorre parlare dellapproccio medico al malato da parte di un medico esperto in omeopatia. Sebbene durante la visita lomeopata percorra insieme le diverse tappe del complesso approccio al suo paziente, (trattandosi di un sistema diagnostico che è insieme convenzionale ed omeopatico) esse verranno analizzate separatamente allo scopo di semplificarne lesposizione.
LA DIAGNOSI TRADIZIONALE
Il primo momento della visita è sempre dedicato allascolto del paziente il quale, nellesporre il suo problema di salute, fornisce spontaneamente informazioni che orientano la diagnosi della sua malattia. Successivamente il medico cercherà altre informazioni attraverso linsieme di domande che lo porteranno a ricomporre lanamnesi familiare, fisiologica patologica remota e prossima del paziente in esame. Una volta che il medico omeopata ha in mano tutte le informazioni necessarie, aiutandosi anche con la consultazione degli esami chimici e strumentali prodotti dal paziente, egli può valutare se la malattia è o non è curabile con lomeopatia. Sebbene infatti siano molte le patologie che possono essere curate con questa medicina, ve ne sono diverse incurabili e altre per le quali né la sola medicina convenzionale né la sola omeopatia rappresentano una strategia terapeutica pienamente efficace. In questa ultima evenienza il medico omeopata potrà suggerire al suo paziente un programma terapeutico, che preveda insieme farmaci convenzionali e non convenzionali, secondo un moderno modello terapeutico che si definisce di medicina integrata. Pertanto la prima domanda che sempre il medico omeopata si pone è se curare il paziente, e nel caso affermativo come curarlo : con la medicina convenzionale, con lomeopatia o integrando le risorse terapeutiche proprie della farmacologia convenzionale con i medicinali omeopatici. E fondamentale dunque che nella cartella clinica dellomeopata trovino spazio tutte le procedure diagnostiche in uso alla medicina convenzionale, (alla nostra medicina occidentale) e che egli applichi durante la visita medica tutti i procedimenti propri della semeiotica convenzionale .
LA DIAGNOSI OMEOPATICA
La diagnosi omeopatica rappresenta un momento successivo alla diagnosi medica convenzionale ed essa è in realtà una diagnosi farmacologica differenziale tra più medicinali omeopatici.Per comprendere questo concetto occorre richiamare alla memoria il fenomeno della similitudine.In omeopatia occorre infatti individuare quel o quei medicinali omeopatici i quali hanno prodotto nella sperimentazione patogenetica (patogenesi del rimedio omeopatico) sintomi analoghi a quelli presentati dal paziente. Una volta che il medico esperto in omeopatia ha infatti posto diagnosi di malattia in senso convenzionale e una volta che egli ha stabilito che la patologia del suo paziente può essere curata in omeopatia, deve appurare se esistono uno o più rimedi omeopatici che hanno prodotto in sperimentazione sintomi analoghi a quelli che si intendono curare. In questo momento della consultazione omeopatica il medico richiama alla memoria le patogenesi dei rimedi studiate nelle materie mediche.
LA TERAPIA OMEOPATICA
Dalla diagnosi farmacologica differenziale dei rimedi omeopatici scaturisce la scelta terapeutica. In omeopatia si tratta di scegliere il medicinale omeopatico che abbia prodotto negli sperimentatori il maggior numero dei sintomi manifestati dal paziente che si ha in cura, cioè il medicinale omeopatico che è più simile a quel paziente e alla sua malattia. Nellanalisi della similitudine omeopatica si attua un procedimento complesso che consente di attribuire valore maggiore o minore alle similitudini paziente- medicinale attraverso una complessa procedura di gerarchizzazione dei sintomi. Secondo questa complessa scala gerarchica omeopatica, infatti, la somiglianza tra alcuni sintomi manifestati dal paziente e prodotti dal medicinale omeopatico nella sperimentazione patogenetica è fondamentale. Altre somiglianze peraltro possono essere poco importanti così come alcune discordanze tra la malattia del paziente e la patogenesi del medicinale possono essere trascurabili o viceversa annullare la possibilità di prescrizione di quel rimedio omeopatico per altri aspetti simile al paziente.
Nella complessa ricerca della similitudine omeopatica e nella complessa diagnosi farmacologica differenziale tra rimedi omeopatici, lomeopata utilizza, insieme alla gerarchizzazione dei sintomi, altri strumenti di indagine anchessi tesi a verificare la similitudine malato-medicinale. Questi ulteriori strumenti integrano, completandola, la semeiotica omeopatica e costituiscono linsieme della metodologia omeopatica di approccio al malato. Essi sono: la costituzione, il tiposensibile e il modello reattivo o diatesi.
TECNICHE PRESCRITTIVE
L Omeopatia di Hahnemann , sebbene mai sconfessata dai ricercatori che gli sono succeduti, ha subito nel tempo diverse modificazioni, frutto del legame sempre più stretto tra la medicina convenzionale e lomeopatia, dello sviluppo del lavoro scientifico in omeopatia e della facilità di scambio culturale fra le varie nazioni europee e gli altri continenti in cui questa medicina si è andata affermando. Attualmente si utilizzano tre tecniche prescrittive, lunicismo, il pluralismo e il complessismo. Una ulteriore evoluzione della medicina omeopatica ha dato origine alla antroposofia e alla omotossicologia. Queste pratiche terapeutiche si sono sviluppate dapprima in Germania, la nazione che dette i natali ad Hahnemann, in seguito esse si sono diffuse nel resto dell Europa.