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9º CONVEGNO PEDIATRICO (2004)
LINQUINAMENTO AMBIENTALE:
QUALI RISCHI PER I BAMBINI?
Guido Brusoni
Pediatra di famiglia - La Spezia
Lindustrializzazione e la modernizzazione hanno portato benessere e migliorato la qualità di vita, ma hanno determinato anche un notevole aumento degli inquinanti e ne hanno generato di nuovi, creando così nuovi rischi ambientali.
Nellambiente in cui viviamo è inevitabile il contatto quotidiano con sostanze inquinanti: ad alcune di esse non possiamo sfuggire o lo possiamo solo in parte, basti pensare allinquinamento dellaria nelle grandi città; ad altre possiamo però sottrarci con unattenta condotta di vita, ad esempio non fumando, evitando pericolose esposizioni e scegliendo con più accuratezza i cibi con cui nutrirci.
Come è noto rispetto agli adulti i bambini hanno un più ampio rischio ambientale perché:
- il bambino non capisce o non legge la gravità del rischio (ascensore, traffico, fuoco, farmaci, incidenti domestici, giocattoli, cartelli di divieto, ecc.)
- vive in un mondo costruito per adulti
- gli spazi e i giochi che gli sono riservati sono inadeguati
- ha di fronte a sé molti anni di esposizione
- ha di fronte a sé molti anni per subirne gli effetti a distanza
- lorganismo del bambino è in formazione, in crescita, e quindi è più suscettibile allesposizione agli inquinanti, perché presenta:
- immaturità dei meccanismi di disintossicazione enzimatica
- incompleta funzionalità degli organi escretori (rene, fegato, ecc.)
- bassi livelli delle proteine plasmatiche capaci di legare le sostanze tossiche
- incompleto sviluppo delle barriere fisiologiche (ad es. a livello del circolo cerebrale)
- vulnerabilità dei tessuti a rapida crescita, particolarmente importante a livello del sistema nervoso (celluleche si moltiplicano velocemente incorporano maggiormente sostanze tossiche, se esposte)
- maggior superficie corporea rispetto alla massa e quindi tasso metabolico più elevato e maggior richiesta di energia rispetto allunità di peso
- sproporzione tra la necessità di razione alimentare e peso corporeo: un bambino, ad esempio, può assumere una razione di pesce o di frutta simile a quella delladulto esponendosi praticamente allo stesso carico di contaminanti, pur avendo un peso significativamente inferiore
Il rischio ambientale per il bambino inizia fin dalla sua vita in utero: il mercurio e il piombo passano la barriera placentare e possono determinare, con gravità maggiore o minore a seconda della dose assorbita, cecità, microcefalia e ritardo mentale; il fumo materno aumenta il rischio di malformazioni congenite, aborto, basso peso alla nascita e aumenta lincidenza delle malattie respiratorie. Non esistono finora prove certe, nonostante siano state fatte numerose e serie ricerche, che gli idrocarburi policiclici aromatici, contenuti nel fumo di sigaretta, che sono in grado di attraversare la placenta e accumularsi nel sangue fetale, possano determinare tumori nel bambino.
Lalcool etilico e i suoi metaboliti attraversano la placenta e sono teratogeni se assunti in quantità eccessiva, causando la sindrome fetal alcoolica.
Lesposizione ad eccessivo rumore può già provocare danni allapparato uditivo in formazione.
Molte sostanze inquinanti si possono trovare anche nel latte materno: farmaci, pesticidi cloro organici (il DDT è ancora usato in alcuni paesi in via di sviluppo), metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, ecc., se la madre abita in prossimità di inceneritori, discariche, strade a grande traffico o industrie inquinanti) e molte sostanze tossiche, quali i PCB, cioè i policlorobifenili che possono essere contenuti in pesce, pollame, falde idriche. Talvolta anche il latte formulato dellindustria alimentare per linfanzia, sebbene garantito da severi controlli, può subire contaminazioni, come accadde in Belgio con la diossina nel 1999.
Poiché largomento del rischio ambientale per i bambini è estremamente vasto, ci limiteremo ad alcuni approfondimenti per ciò che riguarda gli alimenti e laria.
Gli alimenti
Ciò che mangiamo può contenere contaminanti e additivi.
I contaminanti sono sostanze indesiderabili introdotte negli alimenti di solito in piccole quantità e in maniera involontaria, ad eccezione dei pesticidi e dei medicamenti veterinari, quali ormoni e antibiotici; allorigine della contaminazione vi sono lagricoltura, la zootecnia, le manipolazioni e le trasformazioni industriali dei cibi, linquinamento ambientale.
Gli additivi sono sostanze aggiunte agli alimenti per conservarli o per conferire loro un particolare aspetto, come i nitrati e i derivati dellacido glutammico.
Rispetto allassunzione di queste sostanze, allo scopo di misurare il rischio, sono stati introdotti dei parametri di riferimento, quali:
- ADI (Acceptable Daily Intake, dose giornaliera accettabile, espressa in mg di composto chimico/Kg di peso corporeo) che indica la quantità di sostanza chimica ingerita giornalmente, anche per tutta la vita, che appare essere priva di rischi apprezzabili, sulla base delle attuali conoscenze.
- PTWI (Provisional Tolerable Weekly Intake, ingestione settimanale accettabile provvisoria) che si applica per alcuni contaminanti, quali i metalli pesanti, che possono essere assunti in maniera non costante nel corso dei giorni. Per alcuni di essi esiste anche una quantità massima di ingestione giornaliera.
Se i criteri di accettabilità, tollerabilità e soglia non significano sempre sicurezza assoluta (assistiamo troppo spesso alla variazione dei limiti di soglia degli inquinanti da parte delle autorità, dallatrazina agli inquinanti atmosferici rilevati dalle centraline, per non essere scettici sulla loro effettiva validità scientifica), tanto meno essi sono affidabili e applicabili per il bambino che, come abbiamo già visto, è molto più a rischio rispetto alladulto.
Tra gli inquinanti degli alimenti possiamo distinguere agenti chimici e biologici.
Sono agenti chimici:
- Metalli pesanti
- mercurio: crostacei, tonno, pesce spada, squaloidi (disturbi neurologici, gastrointestinali, epatici, renali)
- piombo: industrie, benzina >> frutta e ortaggi, acqua, suolo (diminuzione della capacità di attenzione, turbe della memoria, comportamenti antisociali, alterazioni del linguaggio e delludito, disturbi immunitari, ritardo di crescita)
- Pesticidi (contaminano soprattutto frutta e verdura, molti sono cancerogeni, mutageni, teratogeni)
- fertilizzanti
- antiparassitari: insetticidi, fungicidi
- diserbanti
- Ioni radioattivi
- Iodio 131, cesio 137, stronzio 90, ecc
- Altre sostanze
- Policlorofenili, cloruro di vinile, nitrosamine, nitrati e nitriti, antibiotici, ormoni, ecc.
Sono agenti biologici:
- Batteri e tossine: clostridio botulino, salmonelle, enterotossine stafilococciche, ecc.
- Micotossine: aflatossine, patulina, ecc.
- Parassiti: fasciole, tenia, ecc.
- Virus: epatite A, ecc.
- Prioni: malattia di Cretzfeldt Jakob o encefalopatia subacuta spongiforme, variante umana dellencefalopatia spongiforme bovina (BSE)
Un discorso a parte, tra gli alimenti, meritano le carni. Esse sono a rischio di presenza di anabolizzanti come estrogeni, androgeni, progestinici, beta agonisti, tireostatici, ormoni della crescita: tutte sostanze che potrebbero essere state usate per accelerare la crescita, stimolare lappetito, aumentare il peso. Accanto agli anabolizzanti potremmo ritrovare anche contaminanti degli alimenti come la diossina, ma soprattutto antibiotici (alcuni non adatti ai bambini, ma a basso costo, come le tetracicline), sulfamidici, coccidioidostatici, ecc., utilizzati per prevenire epidemie
negli allevamenti.
Qualche consiglio per i genitori
Pur ribadendo che i prodotti dietetici per linfanzia offrono sicure garanzie per i severi controlli già in fase di produzione, bisogna sottolineare come siano da preferire, soprattutto quando si comprino carni fresche provenienti dalla grande distribuzione, carni di animali adulti, che abbiano raggiunto già da alcuni mesi il peso standard ed abbianoquindi avuto sufficiente tempo per smaltire eventuali contaminanti in esse presenti.
Ricordiamo che molte di queste sostanze sono lipofile (anche la diossina), per cui è opportuno evitare pelli e parti grasse e preferire metodi di cottura che permettano di allontanare il grasso, come la bollitura. È opportuno non utilizzare nellalimentazione del bambino fegato, polmoni e reni, che sono organi filtro e possono contenere concentrazioni maggiori di contaminanti. È infine necessario evitare cervello e midollo per il noto rischio legato al morbo della mucca pazza.
Per quanto riguarda la diossina, più volte citata, essa è prodotta dagli inceneritori, dallinquinamento industriale, dagli incendi, dal fuoco del caminetto ma anche, seppur in modeste quantità, con il fumo di sigaretta. La dose massima tollerata al giorno è di 40-270 picogrammi (mangiando un uovo o un pollo contaminati in Belgio nel corso dellinquinamento da diossina avvenuto nel 1999 si potevano ingerire da 5000 a 10000 picogrammi di diossina).
Sono necessari 20 anni per eliminare metà della diossina assorbita. Essa non viene eliminata con la cottura e i suoi effetti tossici si realizzano soprattutto a carico di fegato, sistema nervoso e pelle.
Per quanto riguarda frutta e verdura, esse vanno sempre ben lavate, si devono preferire prodotti provenienti da colture biologiche, bisogna ricercare più la sicura provenienza della bellezza.
Laria
E stata dimostrata la correlazione tra inquinamento dellaria e aumentata incidenza di malattie respiratorie, allergiche e tumorali. E noto leffetto cancerogeno del fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, e del benzene. Ogni giorno leggiamo sui quotidiani notizie relative ai rischi legati al buco nellozono, al traffico, allinquinamento industriale, ad incidenti che determinano catastrofi ambientali più o meno ampie e preoccupanti.
Le principali sostanze inquinanti dellaria sono: O3, NOx, SO2, CO, particolato, polveri, metalli pesanti, idrocarburi (tra cui il benzene, che è in grado di determinare la leucemia linfoblastica acuta).
Tra queste sostanze, alcune delle quali ormai conosciute da tutti , ci pare particolarmente importante soffermarci sulle polveri, sulla quali stanno sempre più emergendo dati e responsabilità.
Si tratta di particelle solide o liquide disperse nellaria, come ad esempio fuliggine, polvere di casa, cenere, polline, ecc. Esse sono di solito rilevate dalle centraline come un mix unico e definite PTS, cioè particolato totale sospeso. Al di sotto di 2,5 micron millimetri (PM 2,5) sono definite particolato fine e sono particolarmente pericolose in quanto capaci di giungere facilmente fino agli alveoli. Al di sopra di 2,5 micron millimetri sono dette generalmente polveri. Tra esse assumono soprattutto importanza le polveri respiratorie, cioè quelle inferiori a 10 micron millimetri (PM 10), molto presenti nellinquinamento da traffico urbano, poiché possono giungere fino ai bronchioli e, talvolta, fino agli alveoli. Le particelle PM 10 derivano in genere dallerosione dellasfalto, dei pneumatici, dei freni, delleternit non protetto esposto agli agenti atmosferici e dalla combustione del gasolio, del carbone e, meno, della benzina. Le particelle PM 2,5 sono generalmente dovute a ricombinazione o strippaggio nelle reazioni di combustione incompleta dellindustria e alla trasformazione di gas in particelle. Per quanto riguarda lemissione autoveicolare delle particelle, lutilizzo della benzina senza piombo porta ad una riduzione del 36 % e, se presente anche marmitta catalitica, del 94 %. Ladozione di trappole di particelle su veicoli diesel comporta una riduzione delle emissioni fino al 90 %. Su PM 10 e PM 2,5 possono aderire, ed essere quindi veicolate allinterno dei polmoni, IPA, benzene ed altri inquinanti come amianto, silice, piombo, cadmio, mercurio, altamente tossici.
Il particolato sospeso rappresenta quindi un eterogeneo cocktail di sostanze, non facilmente riproducibile, con possibilità di reazioni fotochimiche e di danni difficilmente quantificabili.
La particelle che si depositano nelle vie bronchiali e negli alveoli possono essere allontanate tramite il sistema mucociliare e i macrofagi (clearance). Il sistema di clearance mucociliare (che può durare da qualche minuto ad alcuni giorni) può essere danneggiato dal fumo di sigaretta o da esposizioni professionali. Leliminazione tramite i macrofagi e il sistema linfatico può richiedere da alcune settimane ad alcuni anni.
Il bambino esposto agli inquinanti dellaria rischia di più perché:
- un bambino di 5 anni compie 25 atti respiratori al minuto rispetto ai 12 delladulto
- ha vie respiratorie di calibro esiguo che intrappolano gli inquinanti (PM 10, PM 2,5) respira a bocca aperta
- spesso corre e salta (in città!) aumentando la frequenza respiratoria
Qualche consiglio per i genitori
- quando laria è inquinata (ozono, particolato, NOx, SO2, ecc) tenere i bimbi in casa e limitare lattività fisica
- nei casi critici di inquinamento in città far indossare al bambino la mascherina
- non portare i bimbi a spasso o in carrozzella dove cè molto traffico,
- evitare di fermarsi a lungo (e, se possibile, di abitare) presso stazioni di servizio o arterie ad alta percorrenza di veicoli
- abituare ad una corretta respirazione nasale
- non fumare in casa e in presenza dei bambini, richiedere di spegnere la sigaretta se altri lo fanno
- usare maggiori attenzioni, per quanto sopra suggerito, in caso di bambini asmatici o con infezioni respiratorie ricorrenti
- dare lesempio utilizzando i mezzi pubblici
- partecipare ai progetti di percorsi facilitati casa-scuola
- prevedere periodiche passeggiate in campagna
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