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9º CONVEGNO PEDIATRICO (2004)
MISCELLANEA DI DERMATOLOGIA PEDIATRICA
Mario Cutrone
Centro di riferimento provinciale ambulatoriale e di degenza
per le patologie cutanee del neonato e del bambino
Unità Operativa di Pediatria Ospedale Umberto I - Mestre
(E-mail: cutfae@tin.it)
Il modo migliore per parlare, come mi è stato richiesto, di un po di tutto quello che serve sapere al Pediatra di Libera scelta riguardo alla dermatologia pediatrica (la miscellanea come dice il titolo) è probabilmente quello di entrare nellAmbulatorio specialistico e , come in una Candid Camera, vedere quello che succede: vedere il susseguirsi dei bambini, delle richieste dei genitori, vedere gli imbarazzi di Medico e Infermiera di fronte alla patologia difficile o alla patologia divertente, vedere come si muovono e cosa fanno gli attori di questa scena per avere uno spunto di riflessione.
Prima di iniziare, vediamo se cè tutto quello che ci serve (non si dà una buona impressione cercando al momento, e non trovando, lattrezzatura necessaria):
- una buona illuminazione (meglio artificiale che un sole diretto troppo forte)
- una lampada anulare con lente centrale (è utilissima)
- una lampada di Wood
- macchina fotografica digitale (con batteria carica e spazio nella memoria per non mordersi poi le dita davanti a un caso interessante; la scelta per il digitale è motivata dalleconomicità, dal fatto di poter controllare subito il risultato, dal fatto di poter condividere successivamente via e mail le immagini con qualcuno di più esperto )
- guanti
- vetrini
- terreni per colture
- curette
- punch per biopsia
- tamponi
- linfermiera
- il computer
- occhiali?
Possiamo cominciare. Vediamo la lista
quanto dedichiamo ad ogni bambino? 15 minuti, riservandoci colloqui più lunghi per le eventuali patologie complesse o gravi (ma non sono prevedibili in anticipo
) potrebbe essere una durata ragionevole.
Cominciamo
Leruzione che non cè
MC: Allora mi dica tutto!
MAM: Ecco, veramente adesso il bambino sta un po meglio
..vede qui, anzi no qui
.vede come succede, quando si va dal dottore poi al momento non cè più niente
..quando ho preso lappuntamento si vedeva bene
.
Questa è una situazione tipica, che potrebbe fare arrabbiare il Medico (questa mi fa perdere tempo
..), e alzare gli occhi al cielo allinfermiera. Ma
.. riflettiamoci sopra un momento: la mamma è una visionaria perditempo o potrebbe esserci qualcosa?
Ci sono patologie dermatologiche invisibili in ambulatorio? Ci sono, ma per diagnosticarle bisogna dedicare qualche minuto alla diagnosi.
La più nota delle patologie invisibili è ovviamente lorticaria, ma non è lunica. Altri esempi sono:
il prurito sine materia
lacropustolosis of infancy
langioedema ereditario
la stomatite afosa ricorrente
la seborrea delladolescente
Come diagnosticarle? In questo caso più che conoscere perfettamente la morfologia, e necessario conoscerne la storia naturale e porre le domande giuste
Lorticaria acuta è patologia comune e quindi ben nota al Pediatra. La diagnosi, anche in assenza delle lesioni tipiche è quasi sempre fatta senza problemi: il dato anamnestico da chiedere è essenzialmente la durata (sempre molto breve) delle singole lesioni e la tendenza a cambiare rapidamente sede. Ovviamente andrà esclusa la coesistenza di manifestazioni extracutanee (broncospasmo, starnuti, o addirittura shock: in questo caso si tratterà di reazione allergica vera e non di orticaria propriamente detta). Utile anche sapere se cera stata una recente infezione delle alte vie respiratorie (lorticaria acuta nel 70% dei casi si correla infatti ad una URI). Data leziologia prevalente, è quindi ovviamente sconsigliabile prescrivere Prick o Rast esplorativi e peggio ancora iniziare diete di esclusione di prova oppure prive di istamino liberatori . Eventuali dolori alle estremità (legati alla presenza di pomfi a mani e piedi) non contraddiranno la diagnosi. Per non confondersi. nella raccolta anamnestica è infine è da ricordare che i ponfi nelle diverse realtà locali assumo nomi diversi: bolle, pizzichi etc
.

Il prurito sine materia (oggetto anche di un film di Nanni Moretti) è meno infrequente di quanto si potrebbe credere. Si tratta di bambini che si grattano, a volte anche molto, apparentemente senza alcuna evidenza clinica cutanea.
A mio parere la causa più comune rimane la più comune malattia dermatologica: dermatite atopica. Talvolta la dermatite atopica si presenta con scarse manifestazioni cutanee, ma prurito intenso. Qualche domanda ai genitori ci potrà aiutare: il prurito scompare destate? Il bambino aveva avuto in passato problemi di secchezza cutanea (a questa domanda i genitori rispondono quasi sempre: sì, era un po intollerante al latte
..)? ha sofferto in passato di impetigine o di mollusco contagioso (le più frequenti complicanze della dermatite atopica)? Si mordicchia le pellicine della zona periungueale ? In inverno si lecca ripetutamente le labbra? Si strofina gli occhi? In relazione a questi ultimi 3 punti potrebbe essere utile cercare i segni minimi della dermatite: pliche di Dennie Morgan perioculari, dermatite peribuccale con tic da leccamento, iperpigmentazione e eczema dellultima falange.
Altre cause di prurito apparentemente sine materia:
prurito di notte (che scompare di giorno) : eccesso di coperte e vestiti (pigiami di flanella o addirittura pile; frase tipica: non so mai come vestirlo, la notte si scopre continuamente
..), che evoca prurito a causa delleffetto irritativo del sudore.
prurito di giorno (che scompare di notte con il riposo): tic e problemi psichiatrici
Il prurito sine materia deve essere quindi rivisto: molto spesso una diagnosi alla prima visita non è possibile. I genitori devono essere quindi informati su cosa e quando devono guardare ed una seconda visita è dobbligo.
Lacropustolosis of infancy è una patologia rara, ma semplice in realtà da diagnosticare. Si tratta di bambini che fin dalle prime settimane di vita presentano una eruzione papulo vescicolare a mani e piedi, pruriginosa, della durata di qualche giorno con recidive ogni 3-4 settimane. LAOI è molto clinicamente molto simile alla scabbia, ma non ci sono altri casi di prurito in famiglia e soprattutto landamento non è cronico ma cronico-recidivante con intervalli liberi piuttosto prolungati. È quindi facile che al momento della visita non ci sia nulla da vedere. Le domanda fare riguarderanno quindi la presenza o meno di prurito in famiglia. LAOI risolve spontaneamente verso i 3 anni di
vita.

Langioedema ereditario è una patologia grave ed invalidante. La includiamo per motivi didattici, ma si tratta di patologia molto rara e che viene seguita presso pochi centri specialistici. Sbagliando, viene inclusa nella diagnosi differenziale dellorticaria , cui clinicamente non assomiglia per niente. Si tratta di bambini che, esposti a fattori scatenanti quali banali infezioni, evidenziano un edema molto importante e talora molto pericoloso, che non è accompagnato da prurito e ponfi e che non recede alla terapia antistaminica. Esiste un markers specifico (dosaggio dellinibitore della C1 esterasi), che viene spesso chiesto (a mio parere sbagliando) nel corso degli esami a tappeto per orticaria cronica. Langioedema ereditario giunge più facilmente al PS che allosservazione del Pediatra di famiglia.
La stomatite aftosa è unaltra patologia che spesso non è visibile al momento della visita.
Il problema è banale ma al tempo stesso invalidante: le afte sono molto dolorose e spesso non sono riconosciute dalla madre.
La principale diagnosi differenziale è con la gengivo stomatite erpetica (primo infezione erpetica).
Esistono comunque alcuni dati che possono aiutare nella diagnosi differenziale:
la primo infezione erpetica è di solito accompagnata da febbre e interessa normalmente anche la mucosa fissa, mentre la stomatite afosa ricorrente è di solito localizzata alla mucosa mobile e non si associa a febbre. Anche i rari casi di recidive di Herpes simplex intrabuccale (fenomeno molto più raro delle ben note recidive della regione labiale), che avvengono in assenza di febbre, potranno più facilmente essere riconosciuti tenendo presente la localizzazione preferenziale alla mucosa fissa.
La precisazione diagnostica non sarà irrilevante ai fini della terapia: la stomatite afosa recidivante, di probabile origine autoimmunitaria, può essere trattata con cortisonici topici (anche se con risultati spesso sconfortanti). La stomatite erpetica trattata con cortisonici topici peggiora invece sensibilmente.
La seborrea delladolescente. Lassistenza pediatrica si estende ormai a tutta letà evolutiva ed abbraccia quindi anche i problemi delladolescentologia. Non è infrequente che le madri ci pongano il problema dei capelli grassi, del prurito e delle croste del cuoio capelluto dei figli 10-14ennni.
Comè noto, il movimento ormonale puberale si correla non solo allacne, ma anche al fenomeno della seborrea del cuoio capelluto, con linevitabile corredo di prurito e croste. Inseriamo questo quadro tra le patologie dermatologiche invisibili perché spesso uno shampoo recente (legato alla pratica sportiva o anche solo alla cortesia verso il medico) cancella ogni segno del quadro in questione. Si tratta di un non problema, da differenziare dalla pur comune psoriasi del cuoio capelluto (molto più persistente e pruriginosa).
La dermatite atopica resistente ad ogni terapia
MAMMA: Dottore, la bambina da sempre soffre di dermatite. Abbiamo già fatto tutte le prove allergiche , ma non abbiamo trovato niente. La dieta, che abbiamo fatto comunque, sembrava funzionare allinizio, non funziona.
Abbiamo cambiato un sacco di creme idratanti e di prodotti per il bagno, ma non abbiamo ancora trovato quelli giusti, che ci risolvano il problema. Ci hanno addirittura prescritto della crema cortisonica , ma non cè niente da fare: sembra che niente funzioni e la bambina si gratta continuamente.
MC: ma avete mai notato in passato sintomi extracutanei?
MAMMA: veramente no
MC: e che crema cortisonica avete usato?
MAMMA: Gentalyn beta mite,ovviamente solo nei momenti in cui proprio non se ne poteva fare a meno
INFERMIERA: Dottore, tiro fuori la crema e faccio vedere?

La dermatite atopica, che colpisce forse il 20 % dei bambini, ma forse anche di più (ricercando puntigliosamente le manifestazioni minime), è lincubo del dermatologo pediatra: per la sua frequenza, per la ripetitività e la lunghezza dei discorsi da fare alle mamme (è il momento in cui linfermiera dellambulatorio approfitta per andare in bagno, come con le pubblicità alla tv), ma soprattutto per la scarsa compliance (familiare) alle cure.
Quella della cortisonofobia è una realtà ben nota, evidenziata anche in alcuni lavori scientifici, ma ancora sottovalutata nella sua importanza per la gestione della dermatite atopica. Di fatto, non esistono eczemi resistenti alla terapia cortisonica locale, ma solo eczemi che vengono trattati in modo inadeguato. Per ottenere lefficacia della terapia cortisonica topica, è opportuno tenere presente alcune informazioni utili:
- il concetto della finger unit (la quantità di crema spremuta dal tubetto sullultima falange del dito deve essere utilizzato per unarea pari a quella del palmo della mano 2) la crema, come dicono gli opuscoli informativi inglesi deve scintillare (potremmo tradurre meglio in italiano si deve vedere) 3) devono essere evitati i termini un velo appena appena poco poco .
- Dal punto di vista pratico, è opportuno far vedere praticamente quanta crema va messa. Nella nostra esperienza, nessuna delle madri che già utilizzava il cortisone topico ne utilizzava la quantità adeguata
Si parla molto (a sproposito) degli effetti collaterali del cortisone topico. Gli omeopati lo accusano addirittura di essere la causa scatenante del broncospasmo nei bambini con dermatite atopica (motivazione: *una delle LEGGI fondamentali dellomeopatia, la Legge di Costantin Hering recita che lo stato morboso va dallinterno allesterno, dallalto verso il basso e dal livello fisico superficiale. Se soppresso, passa al livello fisico profondo, lasma, e quindi a quello mentale
* citazione dal Forum di Pediatria Online, recente disputa tra Omeopati e Allopati). In realtà, per fortuna, il cortisone topico è un farmaco potente, rapidamente efficace, e sostanzialmente privo di effetti collaterali. I veri danni (cutanei) li fanno lestensione terapeutica e (sistemici) la restrizione dietetica incontrollata e protratta.
MAMMA: Ma allora Dottore, dovrò andare avanti a riempirlo di cortisone per sempre
.
MC: Se le nuove chiazze che inevitabilmente compariranno sulla pelle della sua bambina verranno bloccate al loro insorgere, la quantità di cortisonico da applicare sarà limitatissima e su uno spazio limitatissimo, bloccando sul nascere il circolo vizioso prurito-grattamento-estensione della lesione. Eovvio che è preferibile lutilizzo di un solo farmaco per uso locale allutilizzo di antistaminico, antibiotico ed eventualmente antivirale per trattare le conseguenze della dermatite atopica..
..Il nostro scopo è accompagnare il bambino fino al momento della guarigione spontanea definitiva evitandogli sovrainfeizoni e peggioramenti della qualita di vita.
Tuttavia, se ha deciso di non utilizzare in ogni caso cortisone per uso locale, la informo che esistono delle alternative: 1) i cosiddetti TIM (immunomodulatori topici). Da circa un anno uno dei due TIM presenti sul mercato internazionale, il TACROLIMUS, è stato autorizzato alla vendita anche in Italia. Semplificando molto, lefficacia è molto buona, gli effetti collaterali praticamente nulli, il costo per il momento è più elevato rispetto al cortisonico topico. 2) i cosiddetti COSMECEUTICI: sono efficaci anche come monoterapia nelle forme di eczema di entità lieve e come agenti risparmiatori di cortisone (non in alternativa al cortisone)nelle dermatiti più impegnative. Trattandosi di un mix tra un cosmetico e un farmaco (antinfiammatori topici non steroidei) il costo è ancora piuttosto elevato.
Delle palline sulla pelle
MAMMA: allora Dottore, da circa 2 mesi ho visto comparire delle palline sulla pelle. Inizialmente erano 1-2 , e io ho pensato fossero brufoletti. Poi, con il passare del tempo, sono aumentati di numero e da ieri 2 di queste palline si sono infiammate e sono diventate grandi e rosse.
Per la verità ero già andata da un altro dottore che aveva provato a bruciarle con un ago elettrico. Ma il bambino ha sentito dolore e adesso non vuole più farsi fare niente
INFERMIERA: (che ha già fatto la diagnosi..) Fisso per lunedì possimo, Dottore?

Il mollusco contagioso è un problema emergente. Negli ultimi 10 anni, anche se non ci sono studi epidemiologici ad hoc, questa infezione virale è andata diffondendosi rapidamente.
I motivi di questo evidentissimo incremento sono forse da attribuire allelevata percentuale di bambini affetti da dermatite atopica, che comè noto è una condizione predisponente per ogni tipo di infezione (vedi anche limpetigine stafilococcica, altra patologia diffusissima).
Il mollusco, il cui agente eziologico è il pox virus, è tuttosommato un ospite tranquillo: non provoca dolore, né prurito. Il prurito che viene talvolta erroneamente riferito non è da attribuirsi al mollusco stesso, ma alle sottostanti chiazze di eczema che ne hanno favorito la localizzazione in quella sede.
Cosa fare con il mollusco? Prima di tutto tranquillizzare i genitori: queste papulette ombelicate non sono pericolose, né sono spia di chissà quale problema sistemico. Nel medio termine guariscono da sole, anche senza alcun trattamento. Le terapie possibili (curettage, applicazione topica di imiquimod, spremitura, diatermocoagulazione) non portano alla risoluzione dellinfezione, ma sono probabilmente utili a ridurre la diffusione del mollusco sulla superficie cutanea. Inoltre danno una risposta estetica alle richieste della famiglia. Ovvio che , stando così le cose (patologia autorisolutiva), leventuale terapia andrà scelta tra quelle più economiche sia dal punto di vista dei costi che dal punto di vista degli eventuali esiti cicatriziali.
In questo senso, lasportazione con curette monouso previa applicazione di crema anestetica EMLA appare essere il più conveniente degli interventi, che è corretto concordare con i genitori dopo avere anche offerto la possibilità dellastensione terapeutica.
Accanto a questo semplice intervento andrà valutato il terreno su cui il mollusco si è impiantato: sarebbe assurdo trattare il mollusco e trascurare la dermatite atopica sottostante (presente in una grande percentuale di casi)
Un emangioma presente dalla nascita?
MAMMA: Dottore sono qui perché la bambina presenta questa pallina sulla fronte fin dalla nascita. I Pediatri dellOspedale XXX mi hanno che è un angioma e di rivolgermi a lei per sentire se dovevamo fare qualcosa
. Ha già fatto una ecografia cerebrale e addominale e per fortuna sono negative
MC: Mi faccia capire bene
.è presente proprio dal primo giorno di vita? Si era visto alleco prenatale?
MAMMA: Sì , era presente appena me lhanno dato. No , non mi avevano detto niente alleco
.
Ma si tratta di un tumore, una cosa pericolosa? Dovremo operarla?
La prima cosa che può venirci in mente è che le masserelle vascolari in quella regione sono normalmente emangiomi, e laspetto (vascolare) è infatti proprio quello di un comune emangioma. Ma, a riflettere bene, cè qualcosa in questa diagnosi che non quadra.
E noto infatto, che normalmente i comuni emangiomi NON sono visibili alla nascita. Un occhio allenato può intravedere infatti , sullo sfondo diffusamente eritematoso della cute del neonato nei primissimi giorni di vita, solo il cosiddetto precursore di emangioma (nascent hemangioma, di solito presente come chiazza pallida o solo lievemente eritematosa, talvolta con qualche estasia capillare). Nelle settimane successive al parto, il comune emangioma inizia a crescere, per raggiungere il massimo dellespansione verso il 6-8°mese di vita e, successivamente, dopo una fase di quiete di alcuni mesi, a regredire fino scomparire completamente o quasi completamente. E quindi assolutamente non tipica la presenza già alla nascita di una voluminosa tumefazione.
Cosaltro può essere allora?
La regione perioculare, soprattutto la zona della corda ciliare, è tipica per le cisti dermoidi (che sono già presenti precocemente). In questo caso però, il chiaro aspetto vascolare (assente nelle cisti dermoidi), permette di escludere questa diagnosi Qual è la diagnosi allora? Si tratta di un cosiddetto emangioma congenito.Lemangioma congenito è unentità rara, ma bene riconoscibile per le caratteristiche tipiche.
Come detto, a differenza dellemangioma comune, infatti è già ben sviluppato come tumefazione al momento della nascita. Successivamente, la storia clinica permette di distinguere 2 entità cliniche diverse, dai nomi piuttosto orecchiabili di RICH e NICH. Entrambi si distinguono per la storia naturale dellemangioma comune.
Il RICH (Rapidly involuting congenital hemangioma) regredisce rapidamente (entro i 14 -24 mesi) senza alcuna terapia.Il NICH (non involuting congenital hemangioma) invece non regredisce (neppure nei tempi lunghi dellemangioma) e tende a persistere nel tempo, richiedendo quindi spesso terapia chirurgica.
Data la rarità del problema, si tratta di patologia ultraspecialistica che verrà seguita presso centri dermatologici o pediatrici con esperienza specifica. E comunque opportuno conoscere lesistenza di questi quadri che, pur benigni, sconvolgono un po le nostre regoleculturali consolidate riguardo alla storia naturale e alla clinica di questi emangiomi e rischiano quindi di portarci molto fuori strada con la diagnosi.
Una voglia scura sulla pelle del neonato
MAMMA: Dottore, il piccolo è nato con questa voglia marrone scuro sulla gamba. Le infermiere del Nido mi hanno detto che forse sparirà, il Medico invece mi sembrava molto meno certo. Mi hanno consigliato di venire per sentire un parere sul da farsi
Linfermiera alza gli occhi al cielo.

La scena evidenzia un problema ancora piuttosto comune: le scarse informazioni fornite alluscita dal Nido sul versante dermatologico, sia dal lato delle diagnosi che dal lato della care della cute neonatale. E infatti curioso come vengano fornite informazioni dettagliate su vitamine, fluoro, posizione nel sonno, dieta, etc
e come quasi mai vengano segnalati e spiegati malformazioni vascolari capillari, dermatosi neonatali transitorie, nevi congeniti che pure preoccuperanno i genitori in occasione del primo bagnetto.
Nel nostro caso, la storia è quella tipica del nevo melanocitico congenito (NMC) presente nel circa l1% di tutti i nati. Viene classificato a seconda delle dimensioni (piccolo se inf. a 1,5 cm, medio fino a 10, grande fino a 20, gigante oltre i 20 cm), per un motivo prognostico: il NMC gigante (rarissimo, circa 1:20000) ha una possibilità di trasformazione maligna in età pediatrica (non presente nelle altre classi) di circa l8,5% nei primi 15 anni di vita (anche se per la verità i dati sono ancora contrastanti): I NMC non vanno incontro a regressione (salvo rari casi localizzati al cuoio capelluto) e hanno una rilevanza oltre che tipo sanitario anche di tipo estetico.
Lasportazione classica, specie se il nevo è di ampie dimensioni, pur essendo risolutiva dal punto di vista della prevenzione neoplastica, è piuttosto complessa, lunga e dà spesso cattivi risultati sul piano estetico. Talvolta, in sedi particolari, è praticamente impossibile.
Dal punto di vista estetico però, il problema è stato affrontato da qualche anno a questa parte con una tecnica di tipo innovativo, il curettage. Questo intervento è basato sulla cognizione di una particolare situazione istologica del nevo presente solo nelle prime settimane di vita (piano di clivaggio del nevo particolarmente superficiale e quindi favorevole ad una asportazione per grattamento) e, pur non riducendo a zero il rischio di trasformazione maligna nel tempo, è in grado di ottendere vistosissimi miglioramenti sul piano estetico.
MC: Signora, questo è un nevo che, seppur raramente, può dare dei problemi di trasformazione maligna e pertanto dovremo controllarlo ogni tanto. In futuro è possibile che ci tocchi eseguire dei piccoli prelievi bioptici per chiarire meglio la situazione. Nel frattempo con una minima sedazione e un giorno di degenza possiamo fare molto per laspetto di questo bambino. I tempi però sono stretti e dovrete decidere entro le prima settimane di vita
Non sempre gli interventi di curettage, dal risultato strepitoso nel breve termine , mantengono nel medio lungo termine la stessa validità: possono comparire ripigmentazioni multiple, talvolta piuttosto sgradevoli. Tuttavia , la mia impressione è che il gioco valga la candela e che il curettage (previa spiegazione dei pro ed i contro) vada quanto meno offerto.
Ma è proprio impetigine?
MAMMA: siamo appena tornati dalle vacanze al mare. 20 gg fa è inziata questa chiazza nella regione sotto il naso. Il medico della guardia turistica ci ha diagnosticato una impetigine e prescritto Bactroban crema ed Augmentin per os.
Sono 10 gg che facciamo questa cura, ma non ci sono miglioramenti. Anzi ,da qualche giorno è comparsa una tumefazione del cuoio capelluto con una secrezione giallastra abbondante. I capelli sono tutti impiastricciati. Cosa ne dice?
MC: ma lAugmentin lha preso o lo ha vomitato?
MAMMA: Ma no, poveretta: è così brava! Io penso che siano batteri resistenti. Forse bisogna cambiare antibiotico
.
MC : eravate in spiaggia o in campagna?
MAMMA: eravamo in un Agriturismo vicino al mare. I bambini impazzivano con gli animali
.
Linfermiera, che ha fatto la diagnosi, alza gli occhi al cielo e prende i terreni di coltura cercando di suggerirmi la soluzione

La storia descritta potrebbe effettivamente essere compatibile con una impetigine (estate, spiaggia, area perinasale, secrezione) ma
..perché non ha risposto ad una terapia adeguata e protratta?
Il quadro in questione è quello di una tinea che ha coinvolto volto (tinea faciei) e cuoio capelluto (tiena capitis) assumendo in questa seconda localizzazione anche i caratteri di una infiammazione grave (kerion). Il kerion può talvolta somigliare allesordio ad una localizzazione al cuoio capelluto dellimpetigine ma, oltre a non rispondere allantibiotico, ben presto evidenzia una tumefazione e una caduta localizzata di capelli (talvolta non bene apprezzabile allesordio per laspetto impiastricciato dei capelli).
Il kerion richiede dosaggi di Griseofulvina per os più elevati rispetto alla tinea capitis normale (25 mg Kg /die) per tempi prolungati (6-8 settimane). La risposta può essere lenta e, rispetto alla tinea capitis normale, è più frequente un esito finale meno buono (diradamento localizzato dei capelli o, più raramente , una chiazza glabra), specialmente nei casi con terapia ritardata o non adeguata.
MC: Adesso preleviamo un po di materiale dalla chiazza al volto e da quella al cuoio capelluto, poi inizieremo subito la terapia. Mi contatti telefonicamente tra 1 settimana per dirmi come va
Conclusione:
Come ho cercato di descrivere, lambulatorio di Dermatologia Pediatrica (se non arrivano 10 dermatiti atopiche di seguito nello stesso pomeriggio), è interessante e, per gli appassionati del genere, anche piacevole.
Il pediatra di famiglia nella sua pratica quotidiana è il primo referente cui i genitori ricorrono per le patologie dermatologiche e, di fatto, è il responsabile di un suo quotidiano personale (e talvolta neppure tanto piccolo) ambulatorio di dermatologia pediatrica. Condividere assieme alcuni casi emblematici, veri e allo stesso tempo un po curiosi, spero possa avere solleticato la curiosità di ciascun PDF verso il ragionamento diagnostico dermatologico e le sue conseguenti implicazioni pratiche.
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