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9º CONVEGNO PEDIATRICO (2004)

I SUGGERIMENTI PER LA GESTIONE
DEL BAMBINO “DIFFICILE” SECONDO L’EBM

Stefania Millepiedi
Dipartimento IRCCS Stella Maris
Calambrone (Pisa)

Il Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è una delle patologie psichiatriche più importanti e frequenti ad esordio in età evolutiva. In Europa l’incidenza di questo disturbo è stimato essere variabile tra il 1-3%. Questo disturbo è caratterizzato da inattenzione (o facile distraibilità), impulsività (sia cognitiva che motoria) ed iperattività. Tutti questi sintomi non sono causati da deficit cognitivo ma da difficoltà oggettive nell’ autocontrollo e nella capacita di pianificazione. Tali modalità di comportamento sono persistenti in tutti i contesti (casa, scuola, ambienti di gioco) e nella gran parte delle situazioni (lezione, compiti a casa, gioco con i genitori e con i coetanei, a tavola, davanti al televisore, etc.) e costituiscono la caratteristica costante e significativamente disfunzionale del bambino.

Per fare diagnosi di ADHD occorre che i sintomi prima descritti impediscano in maniera significativa il funzionamento sociale del bambino, che la compromissione funzionale sia presente in almeno due diversi contesti (casa, scuola, gioco e altre situazioni sociali), che sia iniziata prima dei 7 anni di età e duri da più di 6 mesi.

Come sappiamo esistono terapie farmacologiche efficaci e molto utili per il trattamento dei sintomi dell’ADHD, ma non tutti i bambini con ADHD devono essere curati farmacologicamente poiché l’ADHD richiede anche interventi di modulazione del comportamento, di rinforzo delle competenze attentive, di sostegno per le famiglie. Una parte rilevante dell’intervento su questo disturbo è costituito dall’intervento psicoeducativo che consiste oltre che di una spiegazione precisa di cosa sia il disturbo ai genitori anche di alcuni consigli che possono essere forniti alle famiglie dai pediatri di base.


Consigli per i genitori di bambini con ADHD

  1. Agire, non predicare. I bambini con ADHD non sono capaci di autocontrollare i propri comportamenti senza l’aiuto o l’istruzione di altri. Questo causa problemi a casa, a scuola e in contesti dove le azioni devono essere iniziate o fermate. Spesso i genitori quando vogliono spiegare od ottenere qualcosa dal figlio lo ripetono più volte, ma questi bambini hanno difficoltà a prestare attenzione a lungo e si annoiano più facilmente degli altri, percui più i genitori parlano, cercando di spiegarsi più tardi vedranno risultati. È importante che spesso e rapidamente utilizzino commenti positivi, premi, ricompense e che cerchino di ridurre la ripetizione continua delle regole, le critiche verbali o le “prediche”.

  2. Essere positivi: spiegare al bambino i comportamenti desiderati in modo positivo. Spesso le punizioni, anche se inizialmente efficaci, non riescono a controllare i comportamenti indesiderati per un lungo periodo di tempo.

  3. Elogiare il bambino: i bambini con ADHD hanno bisogno di conoscere i fatti, “solo i fatti!”, sul comportamento che a noi piace. Hanno bisogno di elogi più spesso dei bambini “normali”, ciò li aiuta a controllare i loro comportamenti e a migliorare i risultati del proprio lavoro.

  4. Essere costanti negli elogi: appena possibile usare commenti brevi o rapidi incoraggiamenti anche fisici (piccole pacche sulle spalle ecc.) Più in fretta si elogia il bambino/a dopo che ha ubbidito o si è comportato bene, meglio è. Bisogna cercare di essere il più veloci possibile (almeno quanto lui!).

  5. Ricompense semplici ma rapide: i bambini con ADHD mostrano di aver bisogno di molti premi che possono vedere o sentire. Questi premi devono essere importanti per loro (niente è più importante del tempo di un genitore per il bambino). Le ricompense possono venire dagli elogi verbali, dalla stessa presenza del genitore o da piccoli premi. Questi premi, facili da vedere, sono importanti per il bambino/a, perché lo aiutano a gestire o a controllare i propri comportamenti. Non è importante l’entità del premio, quanto la rapidità con cui viene dato!

  6. I premi devono essere sempre diversi, mai noiosi: è importante impedire al bambino/a di annoiarsi con la lista di premi o piccole ricompense. È quindi necessario cambiare spesso le ricompense per aiutare il bambino a mantenere i comportamenti positivi, è inoltre importante tenere presenti le preferenze del bambino/a quando vengono stabiliti i premi.

  7. È importante che i genitori scelgano bene ‘battaglie’ da perseguire: farne poche: i genitori devono pensare a che cosa è importante per loro e per il loro bambino, devono conoscere quali ‘battaglie’ portare avanti e quali lasciare. Spesso i genitori si mettono in competizione con il bambino/a su comportamenti trascurabili o privi di importanza.

  8. Non puntualizzare troppo. È importante che i genitori non si sentano in colpa per i problemi dei loro bambini e che capiscano che non sempre le strategie funzioneranno costantemente con un bambino ADHD.

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