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10º CONVEGNO PEDIATRICO (2005)
LOBESITÀ: FACCIAMO QUALCOSA O CI ARRENDIAMO?
Claudio Maffeis
Dipartimento Materno-Infantile e Biologia-Genetica
Unità di Pediatria, Università di Verona
claudio.maffeis@univr.it
L'obesità è il disturbo nutrizionale più comune nella popolazione, sia negli adulti sia nei bambini. L'obesità del bambino è particolarmente preoccupante sia per la persistenza in età adulta (più del 50% dei bambini obesi mantiene l'obesità anche nella maturità) che per l'associazione con la morbilità (insulino-resistenza, intolleranza la glucosio, ipertensione arteriosa, dislipidemie, steatosi epatica/steatoepatite).
L'alimentazione svolge un ruolo di primo piano per lo sviluppo ed il mantenimento dell'eccesso di peso, tuttavia l'alimentazione non deve essere considerata indipendentemente dai fabbisogni energetici dell'individuo. Infatti, peso e massa adiposa sono la risultante dell'equilibrio dinamico tra entrate ed uscite di energia.
I flussi dei nutrienti sono influenzati da molti fattori ma tre di questi giocano un ruolo centrale:
- l'attività motoria,
- le porzioni di cibo assunti nei diversi episodi alimentari
- la composizione della dieta.
Su questi target sensibili si dovrebbe concentrare lo sforzo sia preventivo che terapeutico del pediatra.
Attività fisica
I risultati di uno studio longitudinale condotto su un'ampia coorte di ragazze americane seguite per 10 anni hanno evidenziato in modo chiaro e convincente che la sedentarietà è associata ad un aumentato rischio di soprappeso. Del resto, buona parte della popolazione non percorre neppure i famosi 10.000 passi al giorno, considerati il minimo livello di attività consigliato. Al contrario l'esposizione al video, soprattutto nei bambini, e l'uso di mezzi meccanici limitano pesantemente le possibilità di muoversi, anche di camminare. E proprio il cammino anche se a bassa velocità (4-5 km/h) può essere considerato assai utile ai fini del controllo del peso. A bassa velocità si mantiene l'attività metabolica al di sotto della soglia anaerobica e si può quindi ottenere il massimo consumo di grassi nell'unità di tempo. Questo garantisce un ritardo nella comparsa dell'affaticamento e quindi la possibilità di proseguire l'esercizio per più tempo aumentandone il beneficio. Inoltre camminare è facile, non costa, e si può fare praticamente ovunque. Ad esempio, un bambino obeso di 10 anni che pesa 70 kg spende in un ora davanti alla TV circa 70 kcal mentre camminando a 4 km/ora sul piano circa 250 kcal. Nell'ora in cui cammina, utilizza circa 9 g di grasso contro i circa 3 g che spende stando seduto sul divano a guardare la TV.
TV
I bambini italiani trascorrono molto tempo davanti al video. A 10 anni la media è addirittura tre ore al giorno. Come dimostrato da Robinson, la semplice riduzione della visione della TV si associa ad una riduzione del rischio dell'aumento dell'adiposità nel bambino. La difficoltà è riuscire a proporre attività ludiche che siano realmente competitive con i programmi video e che il bambino accetti di eseguire queste attività. L'esempio dei genitori è fondamentale: genitori sedentari hanno con maggior frequenza figli sedentari. Soprattutto per i bambini ma anche per gli adolescenti, le abitudini motorie e lo stile di vita della famiglia è determinante per l'efficacia della terapia oltre che della prevenzione. Parimenti, la riduzione della sedentarietà si associa ad una riduzione spontanea degli apporti di cibo, come dimostrato in un recente studio di Epstain et al.
In particolare la TV è un fattore di rischio importante di obesità anche perchè è veicolo promotore di cattive abitudini alimentari.
Apporti alimentari
Le porzioni medie di cibo consumato sia dagli adulti che dai bambini sono progressivamente aumentate negli ultimi decenni. Il fenomeno è registrato con difficoltà negli studi di popolazione relativi agli apporti di alimenti perché la sensibilità è modesta e per l'inconscia sottostima del cibo consumato soprattutto nelle persone soprappeso. L'aumento delle porzioni non ha accompagnato un aumento dei fabbisogni che anzi sono diminuiti rispetto ad alcuni decenni or sono. Pertanto, la stima dei fabbisogni non è difficile e può essere eseguita in pochi minuti dal pediatra. Educare al consumo di porzioni adeguate all'età, il sesso, la taglia corporea ed il livello di attività motoria praticato costituisce una priorità per l'intervento.
Un secondo aspetto centrale nella nutrizione dei bambini è la composizione della dieta che mediamente, in Italia, non risulta equilibrata ed in linea con le raccomandazioni. Troppe proteine, troppi grassi, troppi zuccheri a rapido assorbimento. Al contrario, fibra, calcio e ferro sono costantemente carenti. La sostituzione di alimenti più sapidi e quindi più gradevoli al palato rispetto a quelli meno saporiti ma decisamente più sani, quali frutta e verdura, non è facile. Il lavoro deve cominciare fin dalle prime età attraverso la motivazione dei genitori ed una costante opera informativa ed educativa da parte del pediatra. E' un obiettivo perseguibile. Molto più difficile ma non impossibile l'intervento nei casi di obesità strutturata. L'intervento sulla nutrizione è quindi di tipo educativo, rivolto a tutta la famiglia e costantemente proposto durante l'intera età evolutiva.
In conclusione, curare l'obesità è possibile. Per essere efficace, il trattamento deve basarsi sulle evidenze fisiopatologiche disponibili. L'obesità non è dovuta all'assunzione di un particolare alimento ma ad un eccesso di assunzione di calorie rispetto al fabbisogno. Il fabbisogno calorico giornaliero è influenzato dal livello medio di attività fisica. Sedentarietà ed esposizione al video contribuiscono ad aumentare il rischio di obesità. La regolare pratica di attività motoria anche a bassa intensità ma per periodi prolungati è assolutamente irrinunciabile in un programma di terapia come di prevenzione dell'obesità del bambino. I pasti devono essere armonizzati tra loro sia in termini di porzioni, che vanno rivedute al ribasso, che di composizione, in modo da consentire un'adeguata assunzione di fibra, carboidrati a lento assorbimento, calcio e ferro. Molta attenzione deve essere prestata al contenuto in grassi e proteine oltre che in zuccheri rapidi. Il rapporto del bambino con l'alimentazione, l'attività fisica e la propria immagine corporea può diventare armonico solo attraverso il coinvolgimento diretto della famiglia al trattamento. Molto resta da fare ma molto possiamo già fare.
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