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12º CONVEGNO PEDIATRICO (2007)
LAEROBIOLOGIA E LA BIOMETEOROLOGIA:
POSSONO SERVIRE AL PEDIATRA?
S. Orlandini Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia, Università di Firenze L. Cecchi Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA)
Il tempo atmosferico (nel breve periodo di alcuni giorni) e il clima (nel lungo periodo) influenzano direttamente o indirettamente la vita degli organismi viventi. Nonostante tale influenza sia stata da sempre riconosciuta, solo in tempi relativamente recenti il mondo scientifico ha cominciato a studiare in dettaglio tali interazioni. La scienza che studia tali aspetti è la biometeorologia umana. Le variazioni del tempo atmosferico richiedono allorganismo un continuo adattamento fisiologico per il mantenimento dellomeostasi. Lo studio delle interazioni tra i fattori meteorologici, e tra questi ed altri elementi presenti in atmosfera (inquinanti, pollini, spore, polveri, etc.), rappresenta un aspetto di fondamentale importanza per comprendere e valutare gli effetti sulla salute. Gli studi nel campo della biometeorologia umana evidenziano le relazioni tra le variabili atmosferiche e luomo attraverso modelli ed indici statistico-matematici. Tra i fattori ambientali presi in considerazione, la temperatura dellaria è il parametro meteorologico maggiormente studiato, ma molti altri sono di grande importanza (lumidità dellaria assoluta e relativa, la velocità del vento e la presenza di certi venti con specifiche caratteristiche, la radiazione solare, ad onde lunghe, ultravioletta e cosmica, la pressione atmosferica). Lambiente agisce non solo attraverso i parametri meteorologici puri (temperatura, umidità, vento, pressione, precipitazioni), ma anche con numerosi altri elementi naturali (lorografia, la latitudine, i pollini, le spore fungine) ed artificiali (linquinamento), creando un complesso sistema nel quale è difficile individuare il ruolo giocato da ogni singolo fattore. I bambini tendono a stare molto più tempo allaperto rispetto ad un adulto, specialmente in presenza di condizioni atmosferiche favorevoli e quindi sono anche maggiormente esposti alle condizioni atmosferiche. Tra le sollecitazioni cui sono sottoposti, particolare importanza hanno le variazioni termiche. I bambini più piccoli e i neonati sembrano essere particolarmente esposti a rischio di calore eccessivo, a causa della limitata superficie corporea associata al fatto che non sono in grado di segnalare efficacemente leventuale disagio. Lo sviluppo tecnologico ha permesso un forte progresso della meteorologia che sempre di più può essere vista come scienza a supporto della popolazione. In questo senso la disponibilità di modelli di simulazione, di previsioni meteorologiche sempre più accurate, di strumenti di comunicazione che in poco tempo raggiungono ampie fette di utenti, permette la realizzazione di sistemi informativi biometeorologici. La Regione Toscana ha avviato il progetto MeteoSalute che prevede la messa a punto di un sistema in grado di dare una informazione biometeorologica e bioclimatologica a supporto dei servizi sanitari locali e della popolazione. Lo scopo del progetto è quello di definire le relazioni esistenti fra condizioni meteorologiche e stato di salute della popolazione. Particolare attenzione è rivolta alle fasce di popolazione a maggior rischio, e fra queste i bambini rappresentano indubbiamente uno degli elementi principali. I risultati di questa ricerca permettono di informare la popolazione e gli operatori sanitari circa le potenziali situazioni di rischio, di disagio o di benessere dovute alle condizioni atmosferiche. Ad esempio sono forniti consigli sulle ore del giorno in cui è preferibile svolgere attività allaperto, i momenti della giornata in cui invece è bene stare in locali chiusi, il tipo di alimentazione e labbigliamento più adatto a sopportare condizioni atmosferiche sfavorevoli, la variazione rispetto ai giorni precedenti per adattare il vestiario. Inoltre è stato messo a punto un sistema di prevenzione che avvisi lintera popolazione ed in particolare le categorie a rischio (alcuni tipi di lavoratori, anziani, bambini, soggetti affetti da patologie acute o croniche) circa la possibile insorgenza di patologie determinate da situazioni meteorologiche estreme (ondate di calore e di freddo). Il progetto della Regione Toscana MeteoSalute, coordinato dal centro Interdipartimentale di Bioclimatologia dellUniversità di Firenze in collaborazione con lIstituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, fornisce sul sito del Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale della Regione Toscana (www.lamma.rete.toscana.it/bioclima) le previsioni biometeorologiche a 72 ore. La situazione è descritta attraverso mappe e bollettini testuali. Le prime si ottengono utilizzando i dati previsti dai modelli meteorologici e sono elaborate attraverso specifiche procedure biometeorologiche. Il risultato permette di descrivere le condizioni di rischio, benessere o disagio presenti sul territorio regionale alle diverse ore del giorno, basandosi prevalentemente sugli indici biometeorologici (formule empiriche che descrivono la temperatura percepita tramite lintegrazione principalmente di temperatura dellaria, umidità relativa e velocità del vento). Sul sito web, inoltre, lutente ha a disposizione anche informazioni più precise su ciascun capoluogo di provincia dove viene descritta, con lausilio di specifici simboli e con maggiore dettaglio, la situazione biometeorologica attuale e prevista ogni tre ore. Tale informazione è corredata da una serie di grafici che rappresentano landamento dei parametri meteorologici che hanno determinato tali situazioni e da tabelle che forniscono informazioni su altre variabili atmosferiche che possono influenzare le attività o la salute delle persone (pressione atmosferica, vento, escursione termica, umidità). Il progetto MeteoSalute prevede, inoltre, la produzione di bollettini, rivolti anche a gruppi di popolazione a rischio. In questo caso linformazione potrà essere veicolata agli operatori socio-sanitari con strumenti appositi (e-mail, fax, etc.), creando in questo modo un sistema di allarme biometeorologico che consenta la razionalizzazione della prevenzione e della assistenza. Indubbiamente i bambini rappresentano uno degli obiettivi primari.
Mentre la biometeorologia interessa la popolazione pediatrica nel suo insieme, laerobiologia ha unimportanza fondamentale per i bambini affetti da patologie allergiche, prevalentemente respiratorie.
LAerobiologia è una disciplina, che grazie alle molteplici competenze dei ricercatori che vi afferiscono: biologi, medici, fisici, agronomi, ecc., si occupa dello studio dellaria e della sua qualità attraverso la rilevazione e la valutazione qualitativa e quantitativa delle sue componenti biologiche, come i pollini e le spore fungine, delle loro variazioni nel tempo e nello spazio in rapporto alle diverse condizioni meteorologiche, climatiche e botaniche, delle loro interazioni con gli inquinanti e con agenti che influenzano le attività umane e degli effetti che pollini e spore fungine possono apportare alla qualità della vita per quanto riguarda la salute, lambiente, lagricoltura, i beni artistici e culturali.
I pollini presenti nellatmosfera trasportano al loro interno i gameti maschili delle piante superiori e, liberati in aria durante la stagione di fioritura vengono affidati al vento per raggiungere il fiore femminile perché si compia la fecondazione. Le piante anemofile, alberi ed erbe, sono quelle che utilizzano il vento per limpollinazione e producono grande quantità di polline trasportato, a volte, anche a distanze considerevoli. Al contrario le piante entomofile, alberi ed erbe con fiori solitamente vistosi e colorati e/o profumati, liberano piccole quantità di polline, generalmente meno aerodinamico, che aderisce al corpo degli insetti deputati al trasporto verso un altro fiore della stessa specie.
I pollini dispersi in aria da alberi, erbe coltivate e selvatiche rappresentano le sostanze inalanti più frequentemente responsabili di manifestazioni allergiche a carico dellapparato respiratorio (congiuntivite, rinite e asma). I cambiamenti climatici in atto e le attività delluomo influenzano la diffusione ed i periodi di fioritura delle piante e possono modificare la diffusione spazio-temporale dei pollini da esse prodotti. Ad esempio la presenza, la prevalenza delle diverse specie polliniche responsabili di manifestazioni allergiche e la frequenza di manifestazioni allergiche ad esse varia con il variare delle condizioni climatiche e botaniche nelle diverse aree.
Lemissione in atmosfera di particelle vegetali quali ad esempio i pollini e, tra questi, quelli responsabili di manifestazioni allergiche è prevedibile. Infatti una rete di Centri di monitoraggio forniti di campionatori, che operano secondo precisi standard condivisi, in Italia e nel mondo, rileva le concentrazioni delle particelle presenti in atmosfera. Il campionamento dei pollini e spore presenti in atmosfera costituisce uno strumento utile in particolare per lo specialista allergologo per lindagine diagnostica, per linterpretazione dei sintomi, per la previsione della stagione pollinica ai fini di una corretta prevenzione e per la corretta valutazione della terapia; è inoltre un utile strumento anche per i pazienti e per i medici legali. Lelaborazione dei dati aerobiologici raccolti per molti anni, consente di costruire i calendari pollinici che indicano gli andamenti stagionali delle diverse specie di polline in una determinata area; tuttavia è di grande importanza anche linformazione fornita dai bollettini settimanali diffusi dai diversi Centri di monitoraggio. A questo proposito, lo studio delle relazioni tra condizioni meteorologiche e le varie fasi di sviluppo della pianta permette di creare dei modelli in grado di prevedere in anticipo alcune caratteristiche della fase di fioritura (inizio, durata, fine, intensità). Numerosi sono le ricadute pratiche di questo tipo di informazioni. Innanzitutto, la conoscenza dei calendari pollinici locali permette di diagnosticare le allergopatie respiratorie, in particolare quando esse si presentano in periodi nei quali sono molto frequenti anche le infezioni respiratorie (per es. lallergia ai pollini di cipresso, che si manifesta nel tardo inverno). Avere a disposizione i bollettini settimanali, meglio se arricchiti dalle previsioni, è fondamentale, sia per la diagnosi, sia per unottimizzazione della terapia; infatti, questa può così essere interrotta tempestivamente nel momento in cui le concentrazioni dei pollini allergenici cadano al di sotto della soglia clinica. Questo permette di ridurre la durata del trattamento, che spesso si prolunga ben oltre il necessario, risparmiando farmaci inutili per il paziente e riducendo la spesa sanitaria. Infine, la conoscenza delle dinamiche di diffusione dei principali pollini allergenici, rende possibile lattuazione di alcune norme di prevenzione, come ad esempio, la limitazione delle attività allaperto durante le giornate serene e ventose nei mesi primaverili.
Linquinamento atmosferico gioca un ruolo importante nellinterazione tra pollini e apparato respiratorio. Gli inquinanti, oltre a determinare direttamente un aggravamento delle malattie allergiche respiratorie (in particolare dellasma), potenziano leffetto negativo dei pollini sui soggetti allergici.
Per il contenimento di pollini allergenici occorre evitare lintroduzione di piante non autoctone in quanto determinano lemissione di pollini, spesso responsabili di manifestazioni allergiche riscontrabili nelle nostre zone solo episodicamente. E opportuno utilizzare piante a impollinazione entomofila limitando ove possibile, lutilizzo di piante produttrici di pollini con attività allergenica nota.
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