RICERCA IN AIRONE Powered by
FreeFind

12º CONVEGNO PEDIATRICO (2007)

L’ODONTOIATRIA PER IL PEDIATRA

A. Polimeni
Università degli Studi “La Sapienza” - Roma

La salute orale del bambino in età evolutiva è espressione di un corretto approccio clinico-diagnostico dettato nella maggior parte dei casi da una convergenza di linee guide e di percorsi assistenziali tra la clinica pedodontica e la pediatria. In questo ambito specifico si inserisce l’importante interfaccia degli odontoiatri infantili e degli ortodontisti con i pediatri finalizzata ad “alfabetizzare”, informando e formando questi ultimi nell’ottica della protezione della salute orale del bambino. Impostare specifiche strategie di approccio psicologico in odontoiatria pediatrica implica valutare e considerare nel bambino variabili intrinseche ed appositamente richieste dalla professionalità specifica della clinica pedodontica. Accanto a quelle che sono le tecniche di approccio comportamentale e di fidelizzazione specifiche per il piccolo paziente, devono essere presi in considerazione i fattori condizionanti il feedback della comunicazione verbale nel bambino. Il percorso di alfabetizzazione mira anzitutto a comprendere quelle che sono le dinamiche di crescita delle strutture dentoalveolari e maxillo-facciali del bambino. E’ importante a tal proposito constatare che lo sviluppo della dentizione segue degli stadi precisi di formazione, accrescimento e di mineralizzazione delle gemme degli elementi dentari che conducono al processo eruttivo in arcata. Fisiologicamente vengono distinti in dentizione decidua due periodi : il periodo prefunzionale o periodo iniziale di sviluppo e periodo funzionale che racchiude il momento dell’eruzione fino a quello dell’esfoliazione. Ecco perché si ritiene opportuno in questa sede arricchire la formazione pediatrica in tal senso al fine di poter effettuare diagnosi precoce di tutte le anomalie dentarie che possono, se misconosciute o inviate tardivamente a visita specialistica, creare complicanze relative allo sviluppo armonico dentale in età pediatrica.

Nell’ambito delle anomalie dentarie del soggetto in età evolutiva quelle di eruzione richiedono particolare attenzione in quanto possono, se non intercettate precocemente, condizionare lo sviluppo dento-alveolare ricordando che l’elemento dentario di per se svolge funzione di matrice funzionale delle arcate dentarie.
In quest’ottica una diagnosi precoce di ritardi di eruzione, di ritenzioni dentarie e di anchilosi consente di monitorare quelli che sono i timing di permuta fisiologici e di prevenirne conseguenze sullo sviluppo della dentizione permanente.
Le cause in grado di interferire con il fisiologico processo di eruzione dei denti permanenti possono essere di vario genere e devono essere sospettate quando, trascorso un ragionevole periodo di attesaiiscotri una efftiva anomlia nel posizionamento dell’elemento dentario in arcata. In questo caso Per quanto attiene ai ritardi di eruzione, accade, spesso, che ad esempio un trauma accorso in dentatura decidua può essere responsabile nelle fasi successive della dentizione mista di ritardi di eruzione dovuti ad anomalia del fisiologico processo di rizalisi. In tali casi, è sempre utile l’osservazione clinica simmetrica delle arcate dentarie confrontando i tempi di eruzione di un dente con quelli del controlaterale. Un videat specialistico pedodontico è indispensabile per il corretto controllo eruttivo.
L’anchilosi dentaria è una anomalia dentaria di eruzione caratterizzata dalla fusione dei tessuti parodontali dell’elemento dntario con l’osso alveolare. Clinicamente l’elemento dentario appare infraoccluso, ovvero la superficie occlusale si presenta al di sotto del piano di riferimento passante sulla superficie di occlusione degli altri elementi dentari.

Le conseguenze cliniche di tale anomalia sono:

  1. inclinazione degli elementi contigui nella direzione delle due superfici del dente infraoccluso
  2. estrusione del dente antagonista

Importanza fondamentale assume il ruolo del pediatra nell’ambito della cariologia e dell’ alimentazione del bambino in quanto la conoscenza dei meccanismi di patogenesi nonché dei fattori eziologici principali e secondari implicati nella eziologia della carie consentono di attuare in odontoiatria pediatrica specifiche misure di prevenzione agendo laddove sia possibile a livello primario.
Nella prima infanzia, infatti, una particolare forma di patologia cariosa definita come ECC o early childhood caries ( carie della prima infanzia) si presenta a tutt’oggi come una malattia cronica che colpisce la prima infanzia da 5 ad 8 volte più dell’asma. Una diagnosi precoce delle lesioni cliniche cariose negli stadi iniziali di white spot deve rappresentare il gold standard finalizzato a limitare l’andamento clinico rapidamente progressivo patognomonico di tale patologia e soprattutto le complicanze ortognatodontiche che ne possono derivare tra cui perdita di spazio, alterazione della dimensione verticale dei processi alveolari, eruzioni ectopiche ed inclusioni dentarie. L’approccio clinico- terapeutico alla patologia traumatica prevede un percorso di management clinico specialistico nel bambino. Attuare interventi di primo pronto soccorso mediante l’ausilio di esami radiografici strumentali consente nelle frequenti situazioni di trauma intrusivo degli elementi frontali decidui superiori di valutare l’entità del rischio sugli effetti a distanza sulle gemme degli elementi permanenti programmando dei follow-up ben scanditi.
L’odontoiatra pediatrico riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione primaria e secondaria dei traumi dentari. La prevenzione si attua attraverso una interdisciplinarietà tra la pediatria e la clinica pedodontica. Essa deve attuarsi attraverso una corretta campagna di informazione da attuarsi in maniera diffusa e capillare in ambienti scolastici, sportivi e nell’ambito familiare. L’intercettamento precoce di abitudini viziate , la correzione di fattori anatomici predisponenti, come l’aumento dell’overjet, nonché l’adozione di comportamenti corretti come l’impiego di paradenti durante l’attività sportiva sono tutti fattori che concorrono a ridurre l’incidenza di eventi traumatici in età pediatrica.
Per quanto attiene al bilancio orto-pedodontico del bambino è indispensabile una valutazione clinica della tipologia facciale del soggetto, la simmetria trasversale e sagittale del viso; la conoscenza non solo delle differenti fasi di sviluppo della dentizione ma anche delle caratteristiche interarcata e intrarcata della dentatura decidua, mista precoce e mista tardiva; la conoscenza delle abitudini viziate, intendendo, non solo le parafunzioni tipiche dell’età evolutiva, come la suzione del dito, del labbro inferiore, ma anche le anomalie del comportamento neuromuscolare tra cui la respirazione orale e la deglutizione atipica. Il pediatra riveste in tal senso un ruolo fondamentale nella prevenzione individuando precocemente i suddetti fattori di rischio associati a diversi gradi di priorità di trattamento che richiederanno, pertanto, l’invio a visita specialistica. L’intercettamento precoce delle discrepanze dentoalveolari e scheletriche nei tre piani dello spazio richiede una diagnosi precoce delle malocclusioni sul piano verticale, sul piano trasversale e sul piano sagittale. Problematiche richiedenti un intercettamento ortodontico precoce sono rappresentate da tutte quelle condizioni cliniche che interferiscono con lo sviluppo armonico dento- alveolare e scheletrico del bambino. Rientrano nelle priorità di trattamento ortodontico precoce malocclusioni come il cross-bite latero posteriore mono o bilaterale, il morso aperto anteriore, il cross-bite anteriore e il deep-bite in dentizione decidua e mista. In ultimo grande importanza assume il mantenimento dello spazio e della lunghezza dell’arcata in seguito ad estrazioni precoci di elementi decidui per carie destruenti.

TORNA ALL’INIZIO PAGINA