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13º CONVEGNO PEDIATRICO (2008)
LA CONTRACCEZIONE E LIVG NELLE MINORENNI
Metella Dei, Elena Peruzzi, Vincenzina Bruni
SOD Ginecologia Infanzia e Adolescenza - AOU Careggi, Firenze

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Premessa
La necessità di proporre in modo competente un counselling contraccettivo anche ad adolescenti molto giovani si basa su alcune evidenze:
- linizio dellattività sessuale può essere molto precoce in un sottogruppo di ragazze e questo fa sì che lintervento dei genitori, della scuola o delle figure mediche sia spesso tardivo; si stima infatti che il 15-17% delle quindicenni abbia iniziato lattività sessuale (Godeau et al 2008);
- luso di un contraccettivo al primo rapporto è indicativo di minor probabilità di avere anche più avanti nel corso della vita comportamenti non protetti e concepimenti indesiderati (Buston et al 2007);
- lanalisi dei dati prodotti dal Ministero della Salute sulle interruzioni volontarie di gravidanza nelle minori (per ora relativi allanno 2006) evidenziano un numero piccolo, ma stabile di interruzioni anche sotto i 15 anni. I modelli matematici utilizzati per stimare i tassi di aborti clandestini confermano anche su questo fronte una presenza significativa;
- i dati attuali relativi soprattutto ad altri paesi dellUnione Europea con comportamenti adolescenziali in gran parte comparabili ci dicono come soprattutto alcune malattie a trasmissione sessuale sono unemergenza del tutto sommersa. Se con limpulso dato dalla pubblicizzazione dei vaccini specifici, siamo diventati consapevoli della diffusione del virus HPV prevalente nei primi anni di attività sessuale (Moscicki 2007), molto minore è la nostra consapevolezza della diffusione della Clamydia nella popolazione adolescenziale, anche se asintomatica. LOMS fa una stima di prevalenza di infezione del 30% nei soggetti giovani, sostenendo le politiche di screening per questo gruppo di età. Infine non può sfuggire il dato che le nuove infezioni da virus HIV sono tuttora una realtà non trascurabile e con prevalente via di contagio eterosessuale.
Lanamnesi orientata alla scelta contraccettiva nelle adolescenti
Sia lesperienza clinica sul campo che la lettura dellampia letteratura sul tema ci hanno convinto a promuovere uno schema di colloquio anamnestico basato su:
- elementi clinici
- elementi correlati allo stile di vita
- elementi del contesto relazionale.
La divisione in tre punti è in realtà solo uno schema semplificativo, perché tutti gli ambiti di indagine sono strettamente interconnessi.
- Sul piano clinico è utile unanamnesi familiare estesa, se possibile coinvolgendo un genitore, mirata sopratutto sulle malattie cardiovascolari, sulla presenza di ipertensione, dslipidemie, cefalea e patologie autoimmuni. Tale anamnesi può orientare in casi selezionati eventuali esami ematochimici mirati, anche se nessuna linea guida in atto afferma la necessità di un controllo ematico prima della prescrizione di un contraccettivo ormonale. Lanamnesi personale è orientata a rilevare patologie pregresse ed in atto: cefalea, segni di possibili situazioni autoimmuni ed eventuali trattamenti farmacologici. Nella scelta del preparato è rilevante lanamnesi mestruale e sopratutto leventuale ipermenorrea. Vanno incluse nellanamnesi anche il rilievo delle situazioni per cui la contraccezione ormonale può avere effetti positivi (dismenorrea, acne, sindrome premestruale
) come elemento di motivazione al trattamento. Infine sul piano dellesame obiettivo si raccomanda il controllo del peso, levidenziazione di eventuali segni di lieve iperandrogenismo ( acne, seborrea) ed il controllo della pressione arteriosa.
- Sul piano degli stili di vita alcuni temi ci interessano particolarmente: da un lato il fumo di sigaretta che è un fattore di rischio vascolare non del tutto trascurabile anche in questa fascia di età. Questo anche per la sua capacità di concentrarsi con effetto immunomodulante allinterno del muco cervicale (Scott et al 2006) facilitando lacquisizione di patogeni per via sessuale e in particolar modo la permanenza e levolutività dei quadri da HPV (Simen- Kapeu et al 2008). Daltro lato è importante approfondire sia lo stile alimentare che lattività fisica incoraggiando questultima soprattutto in soggetti sovrappeso, ma anche cercando di cogliere i segni di apprensione relativa al proprio aspetto fisico e di sfumato controllo alimentare che sono una motivazione a considerare comunque ogni ormone un nemico e ad interrompere il trattamento con estroprogestinici una volta iniziato (Dei et al 2000). Inoltre è fondamentale saggiare con cautela il terreno dei comportamenti cosiddetti del Sabato sera, come etichette dei momenti di sballo in cui, soprattutto nei soggetti più giovani, vari comportamenti a rischio si sommano, con una frequenza che il mondo degli adulti di riferimento di solito non sospetta. E ben dimostrato ad esempio un legame stretto tra mancata protezione contraccettiva e abuso di alcool sia negli adolescenti italiani che di altri paesi (ESPAD 2000, Larsson et al 2007). Ma anche luso continuativo di cannabis e soprattutto il ricorso a droghe da discoteca è strettamente correlato ad una sessualità a rischio (Semple et al 2005). Questo non tanto per leffetto delle droghe al momento del rapporto, ma come fattore indicativo di tendenza al rischio che si mantiene nel tempo( Parkes et al 2007).
- Più complesso ancora, ma sicuramente di rilievo è forse cogliere alcuni aspetti fondamentali del contesto relazionale: famiglia, coppia, gruppo dei pari. E noto infatti da dati sia di altri paesi che locali come la presenza di un nucleo familiare integro, presente nella vita delladolescente, anche se talvolta conflittuale, è correlato a maggiori comportamenti protettivi (Magnusson 2001, Dei et al 2004). In particolare la comunicazione madre-figlia sulla salute sessuale influenza una scelta di inizio della attività sessuale più ponderata e un minor numero di rapporti non protetti (Hutchinson et al 2003). Anche alcune caratteristiche della relazione di coppia sono fondamentali, pur considerando la fisiologica dimensione esplorativa delladolescente che comporta un turnover di partners elevato. Mi riferisco a tutte le dimensioni che si possono riportare ad una situazione di asimmetria, come un ragazzo di età significativamente maggiore o con caratteristiche di leader o, situazione non rara, con comportamenti di violenza fisica o psicologica (Manlove et al 2003, Miller et al 2007). Lasimmetria nella coppia tende ad aumentare le difficoltà della ragazza ad esprimere i propri bisogni e desideri anche in tema di protezione sessuale (Impett et al 2006) ed espone ad un maggior rischio di concepimenti indesiderati e di malattie a trasmissione sessuale. Infine il gruppo di coetanei di riferimento rappresentano un po il coro che promuove o contagia comportamenti a rischio, sia sul piano dellabuso di alcool e sostanze, sia su quello degli stereotipi di prevaricazione nel rapporto tra ragazze e ragazzi (Schad et al 2008).
La scelta e la prescrizione del contraccettivo
Essenzialmente in questa fascia di età i contraccettivi disponibili sono il profilattico e i preparati ormonali, riservando la pillola con solo progestinico o un eventuale dispositivo intrauterino a situazioni cliniche molto particolari. Il primo si presta a rapporti sporadici ed è fondamentale come barriera antinfettiva. In particolare è questa lunica proposta da fare a soggetti sotto trattamento con farmaci immunosoppressivi, HIV positivi, con herpes genitale ricorrente, con situazioni flogistiche non diagnosticate, ma anche nelle coppie neoformate, se non entrambi alla prima esperienza.
La scelta della pillola tra i molti preparati che sono a disposizione può essere orientata prevalentemente sulla base di:
- Dosaggio estrogenico (30-20-15 mcg di etinilestradiolo) considerando che pur essendo nellambito dei bassi dosaggi i primi controllano meglio il ciclo riducendo la possibilità di spotting intermestruali, ipermenorrea e dismenorrea. Nei soggetti con bassa età ginecologica hanno un minore impatto con lacquisizione di massa ossea, se pur questo è un effetto con ogni probabilità ampiamente reversibile ( Dei et al in press). Un ridotto dosaggio estrogenico può essere preferito in soggetti con cefalea vasomotoria e con minimi fattori di rischio vascolare quale fumo e sovrappeso.
- Tipo di progestinico soprattutto in relazione ai preparati con attività antiandrogenica (ciproterone acetato, che però è presente solo in combinazione con 35 mcg di etinilestradiolo) o drospirenone.
- Via di somministrazione: i preparati non per os (cerotto e anello vaginale) tendono a dare livelli ematici di ormoni più stabili e appena superiori rispetto ai preparati per bocca di dosaggio corrispondente.
- Regime di assunzione: la tendenza attuale è quella di ridurre la pausa tra due scatole successive fino alla sua eliminazione. Il razionale clinico parte dalla possibilità di trattare patologie correlate alla fase mestruale o premestruale (endometriosi, sintomatologie ad esacerbazione catameniale), ma è anche una modificazione che incrementa la sicurezza contraccettiva.
Alcune considerazione sullandamento delle IVG in adolescenza nel nostro paese
Lultima relazione sullapplicazione della legge 194 è riferita ai dati del 2006: si riscontra un 3.2% di soggetti minori di 18 anni che ne fanno ricorso, pari a più di 4000 interruzioni legali lanno. In particolare poi uno 0.2% riguarda soggetti giovanissimi, di età inferiore ai 15 anni. Sulla lettura globale di questi dati pesa la considerazione della percentuale relativamente elevata ed in crescita di IVG in donne provenienti da altri paesi che ha raggiunto il 31.6% del totale. Per altre popolazioni gli anni della nostra adolescenza rappresentano unetà in cui cè già una situazione matrimoniale in atto e quindi lIVG rappresenta un metodo per fronteggiare una gravidanza imprevista insorta in questo contesto. Lanalisi globale degli andamenti nel tempo delle IVG ci mostra negli ultimi 6-7 anni una relativa stabilità del fenomeno ed anche le stime del ricorso allaborto illegale confermano questa stabilità.
Non abbiamo ricerche sulle conseguenze fisiche e psichiche dellinterruzione di gravidanza specifiche per questa fascia di età. Riguardo alle prime ricordiamo come è segnalato un 3.5% di complicanze rilevate, ma sicuramente è una sottostima rispetto a possibili esiti a distanza, soprattutto di tipo flogistico: letà gestazionale a cui si effettua lintervento è una variabile non trascurabile, così come la presenza non diagnosticata di uninfezione sessualmente trasmissibile. Per quanto riguarda le ripercussioni sul piano psichico è stato riscontrato nella popolazione generale (Broen et al 2005) un aumento generalizzato dello stato di ansia e la possibilità che questo evento traumatico riveli a distanza lambivalenza della scelta, agendo come cicatrice emozionale ed influenzando lo stato psichico negli anni successivi.
Anche in relazione a questi dati è fondamentale riflettere e progettare nuove modalità per interventi di prevenzione e rendere disponibili consulenze contraccettive sopratutto ai soggetti più giovani e meno raggiunti dalle campagne informative, in unottica globale di riduzione dei comportamenti a rischio in età adolescenziale.
Riferimenti bibliografici
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