13º CONVEGNO PEDIATRICO (2008)

LE MALATTIE TRASMESSE DA ARTROPODI VETTORI

Alba Carola Finarelli
Epidemiologia e Sanità Pubblica, Bologna

La relazione affronta le principali malattie trasmesse da artropodi vettori, tenuto conto dei dati epidemiologici internazionali, ma con particolare interesse ai rischi per la realtà italiana.
Negli ultimi anni, infatti, sono aumentati gli episodi e gli allarmi connessi alle malattie trasmesse da vettori sia in campo veterinario che medico.
L’epidemiologia delle arbovirosi è condizionata da una complessa rete di interazioni tra l’ambiente, l’agente patogeno, il vettore alato, l’uomo e, spesso, un serbatoio animale (domestico o selvatico).
In questi anni si sono manifestati notevoli e improvvisi cambiamenti che hanno portato ad un mutamento delle condizioni climatiche alle nostre latitudini. I cambiamenti del clima, in particolare il riscaldamento globale e l’aumento del numero delle alluvioni, facilitano i cicli riproduttivi degli insetti, in particolare delle zanzare.
Nello stesso tempo la movimentazione delle merci e degli animali, legata alla globalizzazione dei mercati, ha portato specie esotiche di insetti nel nostro territorio, dove hanno trovato condizioni climatiche favorevoli alla loro sopravvivenza. Anche l’aumento degli spostamenti di persone (migranti, militari e turisti compresi) hanno incrementato la possibilità che agenti patogeni si insedino nel nostro territorio. Tra questi un particolare interesse per la sanità pubblica rivestono i virus trasmessi dalle zanzare.

Nell’ambito delle arbovirosi vengono considerate particolarmente interessanti, dal punto di vista della sanità pubblica malaria, West Nile, febbre gialla, Chikungunya e Dengue, anche se gli arbovirus trasmessi da zanzare sono molto più numerosi.

Tra questi i più rappresentativi della categoria sono i flavivirus e la loro pericolosità è connessa alla loro capacità di utilizzare una grande varietà di vettori e serbatoi. La febbre gialla (YF), originaria dell’Africa si è diffusa in Sud America ed è sporadicamente comparsa in alcuni porti del Nord America e dell’Europa, trasportata da esemplari di Aedes aegypti, che sono stati in seguito eliminati dal rigore del clima.
La Dengue (DEN), che ha tra i suoi principali vettori Aedes aegypti e Aedes albopictus (la zanzara tigre), è presente in Africa, America Centrale e Meridionale, India, Indocina, Sud Est Asiatico e si sta ulteriormente diffondendo.
La Febbre del Nilo Occidentale (West Nile Disease), globalmente diffusa, unica oggetto di un piano di monitoraggio nazionale, assurta alle cronache per la sua recente ed inaspettata comparsa a New York, si è diffusa in America Settentrionale e Centrale; segnalata in Italia nel 1998, ha interessato altri territori europei e recentemente l’Emilia-Romagna.
Tra gli alphavirus particolarmente importante è il Chikungunya che interessa da tempo vaste aree dell’ Africa, del Sud Est Asiatico e del subcontinente indiano; questo virus, importato dai viaggiatori, ha determinato nell’estate del 2007 nella regione Emilia-Romagna il primo caso europeo di focolaio autoctono (247 casi) di una malattia, la febbre da Chikungunya, trasmessa dalla zanzara tigre. Un altro alphavirus abbastanza noto, segnalato anche in Italia una tantum, è il Sindbis (SINV). Di origine Africana, provoca saltuariamente poliartriti e dermatiti in Scandinavia dove viene trasportato da uccelli migratori, ma è presente anche in Asia e Australia.
Ultima categoria che merita menzione è quella dei Bunyavirus che risultano abbastanza comuni in Europa come rivela la verifica di sieropositività nelle popolazioni. Le recenti alluvioni nei paesi dell’Est e il conseguente proliferare di zanzare hanno spinto i ricercatori a testare i residenti trovando molti riscontri positivi. Il più comune è senz’altro il Tahyna (Gruppo dei virus californiani cui appartiene quello dell’Encefalite LaCrosse ) che oltre all’uomo infetta anche svariate specie di animali domestici e selvatici ed ha come vettore soprattutto Aedes vexans. Alla stessa “famiglia” appartiene l’agente eziologico della Febbre emorragica del Congo (Crimean-Congo hemorrhagic fever), che di recente è stata segnalata in Turchia e nel Caucaso.

La Regione Emilia-Romagna è stata ed è particolarmente impegnata nel contrasto e controllo delle malattie trasmesse da zanzare sia Aedes, sia Culex in quanto l’epidemia di Chikungunya, e i casi di malattia neurologica da West Nile registrati recentemente hanno comportato la messa in atto di piani di sorveglianza e controllo integrati.

Preliminarmente alla stagione primaverile-estiva 2008 la Regione consapevole del nuovo scenario che l’epidemia di Chikungunya ha comportato, ha adottato un “Piano regionale per la lotta alla zanzara tigre e la prevenzione della Chikungunya e della Dengue”, con l’obiettivo di ridurre al minimo possibile la presenza di zanzara tigre nel territorio e di prevenire la diffusione di malattie, come la Chikungunya ma anche la Dengue ad analoga modalità di trasmissione, finora sconosciute nel nostro Paese (Deliberazione di Giunta regionale n.280/2008).
A livello organizzativo, il Piano individua forme di coordinamento regionali e locali, e assegna una doppia responsabilità istituzionale: agli Enti locali, in particolare ai Comuni, per la gestione diretta degli interventi di disinfestazione, al Servizio sanitario regionale per la sorveglianza sanitaria, l’attività di diagnosi e le misure di controllo e di diffusione della malattia.
Per ridurre la presenza dell’insetto vettore il Piano ha programmato interventi ordinari di disinfestazione in tutti i Comuni e interventi straordinari di disinfestazione “porta a porta” nelle località interessate dall’epidemia del 2007. La partecipazione dei singoli cittadini è essenziale per evitare la proliferazione dei focolai di zanzare nelle aree private e contribuire così a contrastare il fenomeno.
Il confronto con esperti internazionali ed organismi scientifici impegnati nel controllo delle malattie infettive (OMS, ECDC, ISS) ha permesso di migliorare ulteriormente la sorveglianza entomologica mediante ovitrappole e la lotta alla zanzara tigre, da tempo avviate in Regione, di attivare un sistema di sorveglianza sanitaria assai sensibile al fine di assicurare interventi tempestivi di lotta all’insetto e la messa in atto di misure di protezione individuale finalizzate a impedire la trasmissione del virus dalla persona alle zanzare e da queste a un’altra persona. La formazione degli operatori sanitari e dei tecnici disinfestatori e l’informazione specifica per i cittadini e i viaggiatori sono infine individuati quali elementi indispensabili per rendere partecipi tutti alla lotta alla Zanzara tigre, per raccomandare l’adozione di misure efficaci di protezione individuale dalle punture e per intervenire tempestivamente in caso di sintomatologia sospetta. Gli interventi attuati e gli strumenti informativi predisposti sono reperibili nel sito dedicato www.zanzaratigreonline.it
I recentissimi casi di West Nile Disease in equidi e nell’uomo hanno comportato la necessità di adottare un piano straordinario di sorveglianza sanitaria umana, veterinaria ed entomologica, nonché di lotta culicidica. Nel congresso viene illustrata la situazione aggiornata e viene messo in risalto il fatto che lo sforzo straordinario sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna non potrà contrastare efficacemente da solo una malattia che già è presente in altre regioni vicine. È necessario invece l’impegno congiunto di diverse istituzioni e l’integrazione di differenti professionalità per poter almeno minimizzare la diffusione del virus in Italia.

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