13º CONVEGNO PEDIATRICO (2008)

IL DOPING: I SEGNALI DI SOSPETTO

Nadia Lugli
Pediatra di Famiglia, Modena

Alessandro Ballestrazzi
Pediatra di Famiglia, Bologna

Il doping può essere definito, secondo il Codice Antidoping del Movimento Olimpico, come: (1) Uso di un espediente (sostanza o metodo) potenzialmente dannoso per la salute degli atleti e/o in grado di migliorare le loro prestazioni; o (2) La presenza di una sostanza proibita nell’organismo dell’atleta o la prova del suo uso o la prova dell’uso di un metodo proibito. Negli ultimi anni, l’uso di sostanze dopanti nell’età adolescenziale è divenuto un problema emergente imponendosi all’attenzione di numerosi operatori, fra i quali i pediatri di famiglia; l’uso di tali sostanze riguarda sia le attività sportive agonistiche sia quelle amatoriali
Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha creato un elenco generale per tutti gli sport, mentre la WADA (Agenzia Internazionale contro il Doping) si è assunta il compito di stilare una lista che possa essere applicata in generale ma che abbia anche una certa specificità per le varie discipline.
Il Codice Internazionale contro il Doping è stato pubblicato in occasione dei Giochi Olimpici di Atene del 2004.


Lista del CIO/WADA delle sostanze vietate e dei metodi proibiti (Gennaio 2004)

Sostanze vietate
S1 - Stimolanti
S2 - Narcotici
S3 - Cannabinoidi
S4 - Agenti anabolizzanti
  1. Steroidi anabolizzanti androgeni
  2. Altri agenti anabolizzanti(clenbuteroli,zeranolo)
S5 - Ormoni peptidici (compresi i loro mimetici, analoghi e fattori di rilascio)
  1. Eritropoietina (EPO)
  2. Ormone della crescita (hGH) e Fattore di crescita insulino-simile (IGF1)
  3. Gonadotropina corionica umana (hCG), vietata esclusivamente per gli uomini
  4. Gonadotropine ipofisarie e di sintesi (LH), vietate esclusivamente per gli uomini
  5. Insulina
  6. Corticotropine (ACTH, tetracosactide)
S6 - Beta-2 agonisti
S7 - Agenti con attività antiestrogenica (inibitori delle aromatasi, clomifene, ciclofenil tamossifene), vietati esclusivamente per gli uomini
S8 - Agenti mascheranti(diuretici, epitestosterone, probenecid, espansori plasmatici)
S9 - Glucocorticosteroidi

Gli effetti collaterali più importanti leganti all’uso di queste sostanze sono riassunti nella Guide to Prohibited Substances and Prohibited Methods of Doping. Larry D.Bowers et al., U.S.Anti-Doping Agency, 2008

Sostanza o trattamento Effetti collaterali
1. Aumento del trasporto di ossigeno
Eritropoietina ricombinante
(r-EPO)
trombosi, attacco cardiaco, ictus
Trasfusioni di sangue e prodotti ematici reazioni allergiche, danni renali, infezioni (AIDS,epatite), shock metabolico, sovraccarico circolatorio trombosi
2. Aumento della massa muscolare e ossea
Steroidi anabolizzanti danno epatico, rallentamento della crescita (androstenedione, testosterone) cloracne, sviluppo del seno nei maschi mutamento del comportamento
b2-agonisti
albuterolo
tremori, cefalea,aumento del ritmo cardiaco
Modulatori ormonali
Ormone della crescita
reazioni allergiche, acromegalia
Agenti antiestrogeni
tamoxifene
malattie epatiche, cancro, trombosi
3. Controllo del peso
Diuretici
Acetazolamide
disidratazione, crampi muscolari
litiasi renale, squilibri elettrolitici
4. Mascheramento del doping
Diuretici disidratazione, crampi muscolari
litiasi renale, squilibri elettrolitici
Epitestosterone nessuno
5. Stimolanti
Amfetamina tachicardia, tremori
Agenti simili all’amfetamina: perdita di peso, psicosi paranoide
Efedrina, Ritalin aumento della pressione arteriosa
Epinefrina aritmie, ipertensione
6. Rilassanti
b-bloccanti: acebutololo, alprenololo, atenololo bradicardia, ipotensione
7. Mascheramento del dolore
Narcotici
morfina, ossicodone
aumento soglia del dolore,dipendenza rischio di overdose mortale

È evidente che pressoché tutti gli organi ed apparati possono essere interessati dall’uso di queste sostanze, dalla cute ai principali apparati, in particolare l’apparato riproduttivo, l’apparato muscolo-scheletrico e il sistema nervoso centrale.
Nel tentativo di migliorare le prestazioni sportive senza contravvenire alla regolamentazione antidoping gli sportivi si affidano anche a prodotti naturali e integratori.
Fra i prodotti naturali, è poco noto e studiato l’uso di fitoterapici che peraltro hanno visto negli ultimi anni un utilizzo sempre più diffuso nella popolazione pediatrica. I fitoterapici più conosciuti in ambito sportivo e i loro effetti collaterali sono riassunti in tabella.

Sostanze e azioni Effetti collaterali
Boswellia serrata
traumatologia, cefalea
nessuno conosciuto
Eleuterococcus senticosus
tonico
tachicardia, tachipnea
insonnia, irritabilità, tremori
Harpagophytum procumbens
antiflogistico
epigastralgie, diarrea
Malphighia punicifolia (Acerola)
antiossidante, fonte di vit C
litiasi renale, aumento dell’assorbimento del ferro
Panax gingseng
tonico
tremori,nervosismo, irritabilità insonnia
(no dopo le 16,oltre 30 45 giorni e sotto i 12 anni)
tachicardia,nausea,vomito
Paullinia cupana(Guaranà)
tonico mentale
eccitazione, insonnia, irritabilità
Rhodiola rosea
adattogena,psico e fisio-stimolante
irritabilità, eccitabilità, tremori, tic, aggravamento insonnia
Valeriana officinalis
sedativo-ansiolitica, ipnoinducente
moderati danni epatici con rialzo della
g-GT, delirio, tachicardia (dosaggi elevati)

Anche i rimedi omeopatici possono essere impiegati come sostanze dopanti a diverse concentrazioni per il controllo di numerosi sintomi fisici e mentali e il loro uso non può essere provato poiché non utilizzano sostanze ponderali dosabili. La scelta dei rimedi in omeopatia è enorme; possiamo citare alcuni esempi: gelsenium [(rimedio per la “fifa”,aconitum (per l’angoscia), magnesia phosphorica (rimedio per i crampi muscolari )].

Fra le sostanze consentite troviamo gli integratori; in effetti alcuni di questi sono potenzialmente dannosi.
Secondo alcuni Autori, il CIO dovrebbe rivedere le sue regole antidoping in modo da includere anche gli integratori alimentari:

  1. proteici: caseine del latte, taurina, creatina, carnitina, carnosina, aminoacidi glucogenetici, glutamina, ornitina, arginina, OKG, HMG
    L’assunzione in eccesso può portare a effetti tossici, a causa dell’aumentata produzione di urea e della contemporanea perdita d’acqua, con possibile disidratazione e rischio di crampi o disturbi della termoregolazione corporea.
    Gli aminoacidi arginina e ornitina possono stimolare il rilascio di ormone della crescita ma in generale si ritiene che non siano in grado di migliorare le prestazioni nelle gare di resistenza.
    Esistono pochi dati attendibili circa i possibili eventi avversi della creatina, ma sono segnalati suoi potenziali effetti su funzionalità renale ed equilibrio elettrolitico che possono portare a disidratazione e a disturbi cardiovascolari.
  2. glicidici: maltodestrine, fruttosio, barrette energetiche
  3. lipidici: acidi grassi a catena media, acido linoleico, acido lipoico, fosfatidilserina, acidi grassi ø3 e ø6
  4. vitaminici e idrosalini: le vitamine se assunte in eccesso sono tossiche, soprattutto quelle liposolubili. In generale una dieta bilanciata fornisce l’apporto necessario di vitamine.

È assodato che l’assunzione di sostanze dopanti presenta rischi ed effetti nocivi per la salute; altrettanto pericolose ma forse meno enfatizzate sono le conseguenze psicologiche.
La pratica del doping mina nel profondo la personalità dello sportivo sia nella pratica sportiva sia nella vita extrasportiva determinando uno stato di insicurezza, senso di colpa e di vergogna che possono portare all’alienazione da sé e dalla propria vita.

Problematiche psicologiche presenti in adolescenti che hanno fatto uso di doping sono:

  • difficoltà nelle relazioni interpersonali
  • sofferenza intrapsichica
  • conflittualità aperta con uno o più componenti della famiglia
  • problemi collegati alla sessualità
  • presenza di eventi traumatici presenti o remoti
  • sofferenza rispetto al proprio corpo

A sua volta il doping è causa di tratti psicopatologici; in particolare:

  1. Disturbi dell’umore:
    1. per gli anabolizzanti:disturbi dell’umore, tratti maniacali, tratti depressivi
    2. per le amfetamine: riduzione della percezione di affaticamento, aumento dello stato di vigilanza, focalizzazione attentiva specifica a danno della percezione globale, aumento delle risposte aggressive
  2. Disturbi del sonno.
    Stimolanti come le amfetamine, la caffeina, la cocaina e gli antidepressivi provocano disturbi quantitativi e qualitativi come aumento del periodo di veglia intrasonno e diminuzione del sonno REM. Anche gli ipnotici, assunti per rimediare all’insonnia, frammentano il sonno, inducono dipendenza e durante il giorno possono provocare problemi di vigilanza, di memoria e di prestazione
  3. Disturbi dell’alimentazione.
    Ingoiare pillole, fare flebo, iniettare sostanze sono operazioni che riguardano l’alimentazione. Il giovane atleta deve sempre affrontare il problema del peso; si può arrivare all’anoressia nervosa partendo dalla dieta che deve osservare passando attraverso momenti di alternanza di comportamenti e di conflitto interiore. I farmaci più spesso usati per perdere appetito sono le amfetamine. Anche i farmaci termogenetici come caffeina ed efedrina sono usati per il controllo del peso.
  4. Disturbi d’ansia.
    Attacchi di panico e d’ansia possono collegarsi agli effetti fisiologici delle sostanze d’abuso: alcol, amfetamine e simili, cannabis, cocaina, allucinogeni, inalanti, ansiolitici, fenciclidina ecc.
  5. Disturbi di personalità.
    • Instabilità affettiva: gli stimolanti come le amfetamine come vengono utilizzati nel doping provocano disturbi dell’affettività.
    • Spesso il ricorso al doping nasce da un senso di inadeguatezza e provoca, in un circolo vizioso, un sentimento di inferiorità.
    • Mancata percezione di efficacia: uno degli effetti provocati dal doping è l’assenza dell’auto-efficacia percepita, ad esempio l’uso di analgesici fa si che si sopporti sempre meno il dolore.
In conclusione il pediatra ha il compito di:
  • conoscere l’epidemiologia, le caratteristiche cliniche e i potenziali effetti negativi di tali sostanze
  • aiutare i bambini e ragazzi insieme alle famiglie a prendere decisioni informate per promuovere comportamenti corretti.
  • conoscere i segnali di allarme per l’uso di sostanze dopanti
  • conoscere le situazioni in cui l’azione farmacologica primaria può interferire negativamente con il substrato patologico
  • identificare i pazienti che necessitano di counselling.
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