L'individuazione precoce dei disturbi del linguaggio del bambino

Renata Salvadorini

 

1º CONVEGNO PEDIATRICO (1996)

L'INDIVIDUAZIONE PRECOCE DEI DISTURBI DEL LINGUAGGIO NEL BAMBINO

Renata Salvadorini
Logopedista presso l'Unità  Operativa 2 dell'IRCCS Stella Maris - Calambrone (Pi)

Il numero crescente di studi dedicati all'evoluzione della comunicazione e del linguaggio in età  evolutiva ha fornito, soprattutto nell'ultimo decennio, nuovi punti di riferimento circa i "punti critici" relativi allo sviluppo psicolinguistico del bambino.
Parallelamente, potendo usufruire di dati qualitativamente e quantitativamente pi๠precisi, sono stati approntati nuovi strumenti di valutazione delle fasi comunicativo-linguistico-verbali del bambino che consentono una individuazione tempestiva degli eventuali disordini di sviluppo e un intervento riabilitativo precoce.
E' verificato, sia dal punto di vista bibliografico, sia dal punto di vista clinico-sperimentale, lo stretto legame esistente tra precocità  dell'intervento e i risultati dell'intervento stesso.

La logopedia, disciplina sorta in ambito medico (con notevoli contributi di contenuti di tipo umanistico, come quelli legati alla linguistica, alla fonetica etc. etc.), inizialmente dedicata in modo prevalente al trattamento di disturbi sensoriali, quali gli indotti provenienti dalla sordità , specialmente grave e profonda e al trattamento dei disturbi della voce, quali quelli legati all'uso professionale del "vocal tract", ha sviluppato negli ultimi anni una efficace semeiotica "descrittiva" di tutti i disturbi comunicativo-linguistici e sta evolvendo attualmente verso una "semeiotica interpretativa" di pi๠ampio respiro.
Il Logopedista, professionista abilitato alla prevenzione e al trattamento abilititativo e riabilitativo dei disturbi di comunicazione e linguaggio, per le diverse fasce di età , evolutiva, adulta e geriatrica, gestisce, secondo le competenze attribuite dal proprio Profilo Professionale, i piani di trattamento necessari ai singoli casi.

Per realizzare appieno gli obiettivi di prevenzione, corretta diagnosi e intervento precoce, appaiono indispensabili l'apporto e il contributo diretto dei Medici Pediatri, che sono coinvolti quotidianamante in tutto ciಠche riguarda il corretto sviluppo del bambino.
Nella necessità  di fornire una griglia di riferimento utile ma nel contempo sintetica e di immediato utilizzo per i Medici Pediatri, si ritiene utile sviluppare i seguenti aspetti:

1. All'interno dei disturbi di linguaggio secondari ad altra patologia, la necessità  di ribadire l'importanza dell'attenzione da rivolgere alla sensorialità  uditiva in epoche estremamente precoci, visti i dati clinici che portano a concludere che non è stato ancora raggiunto l'obiettivo della diagnosi precoce di sordità , nel campo delle sordità  neurosensoriali.

2. Ancora in campo audiologico, la necessità  di risolvere in tempi veloci le patologie relative all'orecchio medio, quindi di tipo trasmissivo, visto l'accertato legame tra queste e i problemi di corretto sviluppo del sistema fonologico del bambino da 0 a 36 mesi.

3. All'interno dei disturbi primari di linguaggio, la necessità  di individuare in tempo utile un disordine di sviluppo, su segnalazione della famiglia e/o di altre agenzie sociali (quali gli Operatori degli Asili Nido e quelli delle Scuole Materne) e ancora mediante la consegna alle famiglie di opuscoli illustrativi, viste le caratteristiche di tali patologie (ad esempio per i disturbi di programmazione fonologica, i disturbi specifici le disfasie evolutive): la presenza del solo disturbo linguistico in presenza di un intelligenza e di uno sviluppo motorio nella norma e la possibilità  che specifiche devianze possano essere scambiate per le normali fasi di transizione evolutiva.

4. All'interno degli indotti creati dai disturbi primari di linguaggio, l'esigenza di controllare il presentarsi di insuccessi scolastici legati alle difficoltà  di apprendimento, in particolare della lettoscrittura, constatata la presenza di un legame tra il disturbo specifico di linguaggio e il disturbo di apprendimento di lettoscrittura, presente in circa il 60-70% dei casi.

Le necessità  di attenzione evidenziate riguardano un arco di sviluppo del bambino che va dai primi mesi di vita fino agli 8 anni di età , soprattutto considerando il continuum che lega linguaggio orale e linguaggio scritto.
La presenza di ritardo-immaturità  oppure di fenomeni di devianza dello sviluppo della comunicazione e del linguaggio del bambino deve coinvolgere il Medico Pediatra nel suo compito istituzionale, senza forzare da un lato la presenza dei ritmi di maturazione individuale di ogni singolo bambino e senza snaturare il compito del Medico Pediatra stesso, caricando inutilmente il già  spesso ristretto tempo a disposizione per il controllo pediatrico.

Il Logopedista, coinvolto nella valutazione e nell'eventuale presa in carico dei casi opportunamente segnalati, deve essere in grado di stendere un bilancio logopedico che tenga conto di quanto premesso e che sia in grado di evidenziare con una certa precisione, per le diverse fasce di età , la presenza di disordini di sviluppo, in modo da contribuire con i propri elementi alla formulazione di una vera e propria diagnosi, che sarà  naturalmente di pertinenza strettamente medica.